Innovazione hi tech,per 58% italiani fa rima con pericolo

mercoledì 20 maggio 2009 19:09
 

MILANO (Reuters) - Quasi il 60% degli italiani associa il concetto di rischio nell'innovazione scientifica e tecnologica a un'idea negativa di pericolo, incidente e perdita piuttosto che a quella di opportunità da cogliere e accesso alle novità, e i giovani sono la fascia più conservatrice e prudente della popolazione.

E' quanto emerge dal rapporto Wired-Cotec -- realizzato su un campione di circa 2.200 persone -- pubblicato sul numero di giugno dell'edizione italiana del mensile californiano, oggi in edicola.

Dal rapporto "emerge l'istantanea di un popolo che riconosce il valore dell'innovazione come motore di crescita personale e di progresso collettivo, ma che per il 58% teme le incognite e i problemi della complessità", si legge in una nota che illustra il rapporto.

Dalla ricerca emerge che "le novità scientifiche e tecnologiche vanno studiate e testate a fondo prima di essere immesse in commercio proprio per ridurre al minimo la componente di rischio".

Tuttavia il rapporto dice anche che gli italiani danno fiducia a scienziati e ricercatori. "Gli italiani, infatti, sarebbero propensi ad affidare alla competenza degli scienziati la gestione delle scelte relative all'innovazione".

Il rapporto tra gli italiani e le nuove tecnologie si rispecchia anche nell'approccio a Internet.

Secondo la ricerca "si accede al web soprattutto per cercare informazioni tramite un motore di ricerca o per consultare la posta elettronica. Tutti gli altri usi sono residuali, anche se assumono una certa consistenza a seconda dell'età. L'utilizzo di internet sul lavoro e per operazioni bancarie è molto marcato nelle persone dai 25 ai 54 anni, mentre nella fascia 16-24 anni e 25-34 anni cresce chi scarica musica e film (12,3% e 6,8%). Aumenta anche la partecipazione ai social network (15,1% dei giovanissimi e 8% dei giovani)".

Il Cotec, Fondazione per l'Innovazione Tecnologica, è stata costituita nel 2001 sotto la presidenza onoraria del capo dello Stato.

 
<p>Computer in esposizione in un negozio. REUTERS/Kim Kyung-Hoon</p>