Sviluppo banda larga in Italia, Caio: serve intervento pubblico

martedì 19 maggio 2009 15:34
 

MILANO (Reuters) - Il piano di Francesco Caio sulla banda larga in Italia, ora disponibile su Internet, parte dalla constatazione che nei prossimi anni gli investimenti privati non cresceranno a ritmo sufficiente a soddisfare la domanda e suggerisce un intervento pubblico per raggiungere tutte le famiglie e per favorire gli investimenti.

MANCANO INVESTIMENTI, TELECOM ITALIA NON PUO' ACCELERARE

Esiste il rischio di fare troppo affidamento sulla rete in rame i cui limiti strutturali verranno sicuramente testati nei prossimi anni, dice il rapporto.

"La velocità di investimento osservata non appare sufficiente per assicurare al Paese una posizione di leadership internazionale", anche se come risultato dell'investimento Fastweb, l'Italia ha una delle reti in fibra più diffuse tra i maggiori Paesi europei.

"E' difficile vedere come Telecom Italia possa decidere di accelerare i suoi piani razionalmente ispirati alla logica economico finanziaria della prudente gestione", aggiunge.

FONDI PUBBLICI: 1,2-1,3 MLD PER 'DIGITAL DIVIDE'

L'analisi indica "una percentuale ancora elevata di popolazione in digital divide (che non ha accesso alle nuove tecnologie per carenze di banda) al 12% equivalente a circa 7 milioni di cittadini". Un intervento di finanza pubblica "sembra indispensabile per estendere la rete in aree in cui la bassa densità non giustifica l'investimento dei gestori".

Il rapporto raccomanda di utilizzare i fondi del disegno di legge 1082 sullo sviluppo economico per estendere la copertura della rete di banda larga al 99% della popolazione entro il 2011 con un investimento di 1,2-1,3 miliardi.

Si suggerisce di usare un mix di tecnologie di rete. Il governo dovrebbe poi decidere se intraprendere l'obiettivo strategico di dotare il paese in tempi certi di una infrastruttura avanzata di rete e quindi "valutare le opzioni disponibili per accelerare con un intervento pubblico il piano di investimento nella rete di prossima generazione".   Continua...

 
<p>Banda larga a Sydney, Australia. REUTERS/Daniel Munoz (AUSTRALIA BUSINESS POLITICS)</p>