Usa, esperti chiedono capo Cybersicurezza a Casa Bianca

lunedì 4 maggio 2009 12:40
 

di Diane Bartz

WASHINGTON (Reuters) - Il capo della "Cybersicurezza" scelto per combattere la diffusione di virus su Internet e sfide più gravi poste alle reti di informazione tecnologica utilizzate dalle società statunitensi e dalla difesa nazionale dovrebbe avere il proprio ufficio alla Casa Bianca. Lo hanno detto nei giorni scorsi alcuni esperti durante un'audizione presso una commissione parlamentare.

La Cybersicurezza è materia sufficientemente importante per meritare che a occuparsene sia un membro dello staff della Casa Bianca, con un'autorità reale e con un altrettanto reale budget, ha detto Larry Clinton, presidente della Internet Security Alliance, e tra coloro che hanno formulato in passato raccomandazioni per il team del presidente Obama.

"Non può essere solo un uomo di paglia", ha detto Clinton il primo maggio scorso davanti alla sottocommissione Energia e Commercio. "Noi siamo portati a pensare che debba sedersi da qualche parte nella struttura della Casa Bianca".

"Per ora non è stata ancora fissata alcuna data per l'eventuale nomina di un responsabile della sicurezza Internet.

Gregory Nojeim, consulente senior del Center for Democracy and Technology, ha detto che il suo gruppo vorrebbe che l'incarico di garantire la Cybersicurezza sia affidato al Dipartimento di Sicurezza Interna, non alla National Security Agency (Nsa), che si occupa invece di spionaggio elettronico e decrittazione.

L'Nsa, ha sostenuto Nojeim, non è nelle condizioni migliori per assicurare che Internet funzioni. "Penso che per loro sia una cosa difficile da gestire", ha spiegato.

Il deputato democratico Anthony Weiner, ha notato che nessun rappresentante dell'amministrazione Obama ha seguito l'audizione: "La ragione ovvia è che non penso che sappiano ancora in che consiste la loro politica".

Una squadra della Casa Bianca ha elaborato ad aprile uno studio, ancora segreto, destinato allo stesso presidente Barack Obama. Lo studio riguarda problemi che vanno dal cyberspionaggio alla lotta contro gruppi di hacker organizzati, come quello nel novembre scorso è penetrato in 130 sportelli automatici del mondo in 30 minuti.   Continua...

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Andrea Comas (SPAIN)</p>