Time Warner supera previsioni nei profitti, verso scissione AOL

mercoledì 29 aprile 2009 19:30
 

NEW YORK (Reuters) - Time Warner ha registrato profitti trimestrali superiori dopo che un aumento negli introiti dalle attività via cavo ha bilanciato i cali nelle vendite di pubblicità delle sue divisioni AOL Internet e Time Inc publishing.

Alle prime contrattazioni odierne i titoli della società, prima dei colossi media Usa a presentare i risultati, sono saliti del 5%, dopo che l'azienda ha anche confermato le previsioni 2009 ed ha detto che anticiperà la scissione di una o più parti di AOL.

L'amministratore delegato Jeffrey Bewkes sta cercando di ritrasformare Time Warner in una tradizionale media company consistente in reti via cavo come HBO, CNN e TNT, Warner Bros film studio, e divisioni editoriali. I profitti di questo gruppo nuovamente ridefinito di contenuti sono scesi del 4%.

"La società al momento preannuncia agli azionisti Time Warner che inizierà una procedura di scissione di una o più parti di attività di AOL, in una o una serie di transazioni", ha detto Time Warner ne rapporto alla U.S. Securities and Exchange Commission.

E' il primo trimestre che Time Warner annuncia redditività da quando si è separata dalla sua divisione cavo, Time Warner Cable, lo scorso 12 marzo.

"I risultati nel complesso sono abbastanza buoni", ha detto Thomas Eagan, analista di Collins Stewart. "Il fatturato è stato superiore al previsto".

nel primo trimestre il fatturato è sceso del 7% a 6,9 miliardi, ma è stato superiore alla media che gli analisti avevano previsto di 6,75 miliardi di dollari, secondo Reuters Estimates.

Il fatturato di AOL è precipitato del 23% a 867 milioni di dollari, mentre quello di Time Inc è sceso del 23% a 806 milioni a causa della costante diminuzione della pubblicità.

Il fatturato Warner Bros è calato del 7% a 2,6 miliardi di dollari, principalmente a causa di vendite in calo di dvd.

Saliti i fatturati delle reti via cavo, più 6% a 2,8 miliardi di dollari, grazie ad un incremento del 9% dei profitti da servizi a pagamento che hanno bilanciato il calo del 2% del fatturato della pubblicità.