Web, Yahoo annuncia chiusura GeoCities

venerdì 24 aprile 2009 12:28
 

SAN FRANCISCO (Reuters) - Yahoo sta per chiudere GeoCities, il servizio gratuito che ospita le home page personali degli utenti, che la società americana ha acquistato per più di quattro miliardi di dollari 10 anni fa durante il boom delle dotcom.

Un messaggio sulla pagina Yahoo Help per GeoCities rende noto che il servizio non accetterà più nuovi utenti e che sarà chiuso alla fine di quest'anno, con una serie di dettagli aggiuntivi su come i clienti possono salvare i propri dati la prossima estate.

La decisione arriva qualche giorno dopo un altro annuncio di Yahoo, che rendeva nota l'intenzione di licenziare circa 700 dipendenti, il 5% della sua forza lavoro.

Da quando il capo esecutivo Carol Bartz ha preso le redini dell'azienda a gennaio, Yahoo ha tagliato diversi servizi e prodotti per ridurre i costi, e cercare di garantire di nuovo una crescita alla società, in un periodo economicamente molto difficile e con la concorrenza molto forte che proviene da Google.

La scorsa settimana, Yahoo ha anche annunciato che chiuderà Jumpcut, un servizio per la gestione dei video online. L'azienda americana ha acquistato GeoCities nel 1999 per una cifra intorno ai 4,6 miliardi di euro, come riferì Reuters all'epoca.

GeoCities è stata tra la prime compagnie a costruire comunità online, con oltre 3,5 milioni di siti web ospitati alla fine degli anni '90, ma ha subito, negli ultimi anni, la concorrenza di social network come Facebook e Myspace di News Corp .

"Abbiamo deciso di terminare il processo di acquisizione di nuovi utenti per quanto riguarda gli account GeoCities. Ci concentreremo su come aiutare i nostri clienti a costruire rapporti online in maniera differente", ha fatto sapere Yahoo in un comunicato.

"Come parte del processo di sviluppo di Yahoo, che mira a costruire prodotti e servizi che concedano le migliori esperienze possibili per gli utenti e i migliori risultati per gli inserzionisti, stiamo promuovendo investimenti in alcuni settori, riducendoli in altri".

 
<p>Una insegna di Yahoo! REUTERS/Brendan McDermid</p>