Ibm, Reggio Emilia "Smart City" con progetto pilota su scuola

giovedì 23 aprile 2009 08:48
 

MILANO (Reuters) - Un progetto pilota, chiamato "Classroom 2.0", consentirà in diversi istituti scolastici di Reggio Emilia a studenti, insegnanti, genitori e aziende locali di disporre di una piattaforma collaborativa, per poter interagire e scambiare informazioni sulle attività di gestione della classe, sugli interessi e i risultati degli studenti, così come su attività di lavoro di gruppo destinate a scuole specifiche e nuove possibilità lavorative.

E' quanto ha annunciato Ibm, dando notizia in una nota dell'accordo siglato per fare del capoluogo emiliano una "Smart City", sulla scia di Parma, prima città italiana all'inizio di questo mese ad aver adottato questa formula sperimentale, per articolare servizi informatici interattivi con postazioni e sportelli informatici al servizio dei cittadini.

Reggio Emilia è dunque la seconda città italiana ad aver nominato un comitato congiunto per l'Innovazione insieme a Ibm, spiega la società, con l'obiettivo di "identificare e definire un nuovo modello di città sostenibile, attraverso l'utilizzo di soluzioni digitali, ed una delle sei città che abbiano concordato un protocollo comune di innovazione IT".

La formula, intrapresa per prima da Parma, prevede di consentire attraverso un approccio globale e aperto, di "integrare soluzioni e applicazioni informatiche già esistenti, con alcuni interventi progettati su misura, sulla base delle scelte e delle necessità delle comunità cittadine. A tutto vantaggio della qualità della vita".

In Europa e in altri continenti diverse comunità locali, in partnership con Ibm, hanno finora intrapreso un cammino di innovazione affrontando specifici problematiche. La mobilità è una di queste.

A Stoccolma, per esempio, spiega Ibm, il nuovo sistema di interconnessione dei pedaggi, basato sulla regolazione dei flussi di veicoli in ingresso e in uscita, ha fatto diminuire del 20% il traffico nel centro cittadino, ridotto del 12% le emissioni nocive e spinto i cittadini a un uso più ampio dei mezzi pubblici. Londra ne ha seguito le tracce.

A Singapore invece le centrali che controllano la viabilità ricevono dati in tempo reale grazie a un sistema di sensori intelligenti mentre a Kyoto chi deve pianificare lo sviluppo della rete viaria può avvalersi di simulazioni di traffico su vasta scala per analizzarne l'impatto sulla città.

 
<p>Un padiglione IBM al CeBIT di Hannover. REUTERS/Hannibal Hanschke</p>