Lavoro, tutela online dei giovani con Repubblica degli Stagisti

giovedì 16 aprile 2009 14:51
 

di Diana Bin

MILANO (Reuters) - Gli "stage fregatura", in cui giovani alle prime esperienze lavorative vengono utilizzati in modo improprio, potrebbero avere vita breve, grazie a Internet. Da oggi infatti è in rete Repubblica degli Stagisti, servizio che fornisce ai giovani un nuovo strumento per orientarsi nel difficile momento dell'ingresso nel mondo del lavoro.

Nel web da stamattina, il sito web www.repubblicadeglistagisti.it è una testata giornalistica online che promuove un utilizzo "virtuoso" dello strumento dello stage.

"La nostra filosofia è quella di utilizzare in modo virtuoso lo strumento stage, sia da parte degli stagisti che da parte delle aziende, in modo che sia fruttuoso per entrambi" , ha spiegato Eleonora Voltolina, giornalista con cinque esperienze di stage alle spalle, presentando oggi nel corso di un incontro a Milano la testata di cui è ideatrice e direttore responsabile.

Con il sito web, Voltolina ha presentato altri due progetti: la Carta dei diritti dello stagista, che definisce nove criteri fondamentali da rispettare per garantire che uno stage sia utile e di qualità, e il "Bollino OK Stage", un riconoscimento che dà credibilità alle aziende che sottoscrivono la Carta e permette loro di pubblicare le proprie offerte di stage direttamente sul sito di repubblica degli stagisti.

"Le aziende vogliono vedere il curriculum degli stagisti, ed è giusto che anche gli stagisti possano vedere un 'curriculum' delle aziende", dice ancora Voltolina.

Il sito web è frutto dell'evoluzione del blog omonimo nato a settembre 2007 e vuole essere uno "spazio protetto" in cui i giovani che si avvicinano al mondo del lavoro possano trovare opportunità "sicure", raccontare le proprie esperienze e cambiarsi opinioni, oltre ad informarsi sulla normativa degli stage e sui profili delle aziende aderenti al progetto.

Ma come si fa a distinguere uno stage valido da uno meno serio?

La normativa italiana non aiuta in tal senso, spiega Voltolina. Il decreto ministeriale 142 del 1998 che regola la materia è infatti piuttosto vago e non stabilisce criteri vincolanti né per quanto riguarda i limiti d'età degli stagisti, né per quanto riguarda i livelli minimi di remunerazione. In questo modo, ha osservato l'ideatrice dle progetto, è molto facile per le aziende servirsi dello stage in modo improprio, ad esempio per coprire l'assenza di un dipendente.   Continua...

 
<p>Giovani al lavoro al computer. REUTERS/Will Burgess</p>