2 aprile 2009 / 20:07 / 8 anni fa

Scienza, creati robot scienziati che ragionano da soli

di Ben Hirschler

LONDRA (Reuters) - Attenti scienziati, potreste essere sostituiti dai robot. Due gruppi di ricercatori, infatti, hanno rivelato oggi di aver creato delle macchine in grado di ragionare, formulare teorie e fare scoperte scientifiche da sole, facendo un deciso passo in avanti nel campo dell‘intelligenza artificiale.

Questi scienziati-robot potrebbero essere utilizzati per rivelare complessi sistemi biologici, scoprire nuovi medicinali, creare modelli per i problemi climatici mondiali e persino studiare l‘universo.

Per il momento, però, si stanno dedicando a compiti più modesti.

All‘università gallese Aberystwyth University, Ross King e alcuni colleghi hanno creato un robot chiamato Adam che non solo è in grado di fare esperimenti sul metabolismo del lievito ma anche di ragionare sui risultati e di progettare l‘esperimento successivo.

E’ il primo esempio al mondo di macchina in grado di fare una scoperta scientifica.

“Può formulare ipotesi da solo e poi fare gli esperimenti e abbiamo anche avuto modo di verificare che i risultati ottenuti sono corretti”, ha detto King in una intervista.

“Ci si sta lavorando dagli anni 60. Quando per la prima volta abbiamo mandato un robot su Marte, era un sogno quello di realizzare dei robot che potessero fare degli esperimenti su quel pianeta. Dopo 40 o 50 anni, abbiamo finalmente la possibilità di realizzare quel sogno”.

Il prossimo robot del gruppo, che si chiamerà Eve, avrà un cervello molto più sviluppato e sarà incaricato di ricercare nuovi medicinali.

King spera che sfruttare l‘intelligenza artificiale dei robot nel campo della ricerca medica possa essere d‘aiuto nella lotta contro malattie tropicali trascurate come la malaria.

Il gruppo di studio gallese ha pubblicato le proprie scoperte sulla rivista Science, accanto ad un articolo di Hod Lipson e Michael Schmidt, della Cornell University di New York, che hanno sviluppato un programma per computer capace di risolvere le leggi fisiche che sono dietro all‘oscillazione del doppio pendolo.

Solo analizzando i numeri, e senza nessuna istruzione di fisica precedentemente ricevuta, la macchina era in grado di decifrare le leggi di Isaac Newton sul moto.

Lipson ha detto di non credere ai robot come sostituti degli scienziati, ma ha detto di credere che i robot possano sobbarcarsi molto del lavoro di routine che si svolge nei laboratori di ricerca.

“Uno dei problemi principali nel mondo della scienza di oggi è trovare i principi basilari di aree in cui c’è una mole infinita di dati. L‘utilizzo delle macchine può sicuramente migliorare la velocità con cui questi principi vengono scoperti”, ha detto Lipson.

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