Web, studio: con Facebook e YouTube in ufficio si lavora meglio

giovedì 2 aprile 2009 08:52
 

MELBOURNE (Reuters) - Usare Twitter (popolare sito di microblogging) o Facebook in ufficio? Vi fa lavorare meglio, secondo uno studio australiano che dimostra come navigare su Internet per divertimento durante l'orario d'ufficio aumenti la produttività.

Lo studio della University of Melbourne dimostra che le persone che utilizzano Internet per ragioni personali sul lavoro sono di circa il 9% più produttive di quelle che non lo fanno.

L'autore della ricerca, Brent Coker, del dipartimento di management e marketing, dice che "il navigare per divertimento su Internet sul posto di lavoro" contribuisce a migliorare la concentrazione dei dipendenti.

"Le persone hanno bisogno di distrarsi un po' per poi tornare a concentrarsi", dice Coker sul sito dell'università, www.unimelb.edu.au/.

"Pause brevi e non intrusive, come una rapida occhiata a Internet, aiutano la mente a riposare, portando ad una concentrazione sul lavoro maggiore nell'arco di una giornata, e come risultato, aumentano la produttività", spiega.

Lo studio è stato effettuato su 300 lavoratori, il 70% dei quali usa Internet al lavoro per distrarsi.

Tra le attività più diffuse come passatempo, cercare informazioni sui prodotti, leggere siti di notizie, giocare online e guardare video su YouTube.

"Le aziende spendono milioni in software per impedire ai loro dipendenti di guardare video, usare siti di social networking o di shopping online col pretesto che causi una perdita di milioni in termini di produttività", dice Coker. "Non è sempre così".

Tuttavia, Coker ha detto che lo studio ha esaminato persone che navigano online con moderazione, o che passano su Internet meno del 20% del totale del loro tempo in ufficio.

"Quelli che hanno tendenze di assuefazione ad Internet hanno una produttività minori di quanti non ce l'hanno", ha concluso.

 
<p>Mark Zuckerberg, fondatore e ad di Facebook, durante la conferenza annuale della societ&agrave; a San Francisco. REUTERS/Kimberly White</p>