March 31, 2009 / 12:34 PM / 8 years ago

Ibm e altri chiedono standard sul 'cloud', Microsoft non firma

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<p>Immagine d'archivio.Hannibal Hanschke (GERMANY)</p>

di Jim Finkle

BOSTON (Reuters) - Ibm e decine di altre società di tecnologia hanno chiesto oggi servizi open standard per la promozione del "cloud computing" (aggregazione di più macchine per potenziarne le capacità), una nuova tecnologia che il settore spera possa guidare la crescita nel prossimo decennio.

Ma la rivale Microsoft non ha firmato il documento, accusando Ibm (International Business Machines) di esercitare il controllo su questo campo, e anche Amazon.com, Google e Salesforce.com, pionieri del cloud computing, sono significativamente assenti dalla lista delle compagnie schierate con Ibm.

"Cloud computing" -- una parola di moda a Silicon Valley -- si riferisce alla varietà di modi in cui le aziende di tecnologia offrono servizi sul Web da centri dati remoti, che sembrano provenire dalla 'nuvola' di Internet.

La risoluzione guidata da Ibm, chiamata "Manifesto Open Cloud", chiede che i prodotti del cloud computing siano resi compatibili tra loro per renderli più interessanti sul mercato.

Generalmente le compagnie sono riluttanti ad adottare nuove tecnologie se si sentono vincolate ad un fornitore, perché temono di non poter passare ad un altro venditore se le cose si mettono male o se vengono fuori opzioni migliori.

"Non tutto diventerà perfettamente compatibile, ma quasi, in modo che si possa passare da un venditore ad un altro. Questo dà alle compagnie la tranquillità necessaria per comprare", ha spiegato Stephen O'Grady, analista dell'azienda di ricerca RedMonk.

Il settore tecnologico sta cercando di incoraggiare le aziende ad adottare il cloud computing, che potrebbe aiutarle a risparmiare esternalizzando parte delle operazioni IT a grandi centri dati in grado di conseguire enormi economie di scala.

Oltre alla questione della compatibilità, le compagnie sono preoccupate dalle implicazioni in termini di sicurezza dell'immagazzinare informazioni in un centro computer remoto attraverso la rete internet.

Gartner stima che il mercato di software, servizi di computing e memorizzazione dati basati su tecnologie cloud, inclusi Salesforce.com, Amazon.com, Microsoft e Ibm, totalizzerà circa 10 miliardi di dollari quest'anno, solo una frazione dei 223 miliardi di dollari che la società di ricerca prevede per il mercato dei software da solo.

Ibm vede il 'Manifesto' come un primo passo verso la definizione di standard specifici che permettano ai clienti di passare tranquillamente da un provider di cloud computing a un altro, ha spiegato Wladawski-Berger, presidente dell'Accademia di Tecnologia di Ibm.

O'Grady di RedMonk prevede che alcuni standard si concentreranno sulla questione della sicurezza, come la protezione dei dati e la verifica dell'identità, che costituiscono parte delle maggiori preoccupazioni.

Tra i sostenitori del manifesto ci sono AT&T, Cisco Systems, EMC, Novell, Red Hat, Sun Microsystems e VMware.

Una portavoce di Amazon ha detto che la sua compagnia sta esaminando il documento.

Un portavoce di Google ha dichiarato invece che la sua compagnia ha deciso di non supportare il manifesto, ma non ha fornito una spiegazione. Non è stato possibile raggiungere un portavoce di Salesforce.com per un commento.

Microsoft ha criticato apertamente il ruolo di Ibm nella stesura del documento, dicendo di essere stata interpellata soltanto per firmare all'ultimo momento.

"Ci sembra che una sola o poche compagnie vogliano mantenere il controllo dell'evoluzione del cloud computing, invece di raggiungere un consenso tra i portatori d'interesse più importanti (inclusi gli utenti delle tecnologie cloud) attraverso un processo aperto", ha scritto Steven Martin, dirigente di Microsoft, sul blog.

Wladawski-Berger di Ibm ha detto che la sua compagnia è uno dei leader del progetto, ma che ci sono altri organizzatori, tra cui Google, e ha aggiunto di essere sorpreso che Google abbia deciso di non firmare il documento.

Ha anche detto di credere che Microsoft e Ibm possano riuscire ad appianare le loro divergenze in merito ai nuovi standard.

"Sono nel settore da molto tempo. Ci sono sempre delle liti all'inizio", ha detto. "Si sistemerà tutto".

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