Ibm e altri chiedono standard sul 'cloud', Microsoft non firma

martedì 31 marzo 2009 14:30
 

di Jim Finkle

BOSTON (Reuters) - Ibm e decine di altre società di tecnologia hanno chiesto oggi servizi open standard per la promozione del "cloud computing" (aggregazione di più macchine per potenziarne le capacità), una nuova tecnologia che il settore spera possa guidare la crescita nel prossimo decennio.

Ma la rivale Microsoft non ha firmato il documento, accusando Ibm (International Business Machines) di esercitare il controllo su questo campo, e anche Amazon.com, Google e Salesforce.com, pionieri del cloud computing, sono significativamente assenti dalla lista delle compagnie schierate con Ibm.

"Cloud computing" -- una parola di moda a Silicon Valley -- si riferisce alla varietà di modi in cui le aziende di tecnologia offrono servizi sul Web da centri dati remoti, che sembrano provenire dalla 'nuvola' di Internet.

La risoluzione guidata da Ibm, chiamata "Manifesto Open Cloud", chiede che i prodotti del cloud computing siano resi compatibili tra loro per renderli più interessanti sul mercato.

Generalmente le compagnie sono riluttanti ad adottare nuove tecnologie se si sentono vincolate ad un fornitore, perché temono di non poter passare ad un altro venditore se le cose si mettono male o se vengono fuori opzioni migliori.

"Non tutto diventerà perfettamente compatibile, ma quasi, in modo che si possa passare da un venditore ad un altro. Questo dà alle compagnie la tranquillità necessaria per comprare", ha spiegato Stephen O'Grady, analista dell'azienda di ricerca RedMonk.

Il settore tecnologico sta cercando di incoraggiare le aziende ad adottare il cloud computing, che potrebbe aiutarle a risparmiare esternalizzando parte delle operazioni IT a grandi centri dati in grado di conseguire enormi economie di scala.

Oltre alla questione della compatibilità, le compagnie sono preoccupate dalle implicazioni in termini di sicurezza dell'immagazzinare informazioni in un centro computer remoto attraverso la rete internet.   Continua...

 
<p>Immagine d'archivio.REUTERS/Hannibal Hanschke (GERMANY)</p>