31 marzo 2009 / 11:09 / 8 anni fa

Spazio, Nasa: nuova navicella Orion porterà astronauti su Marte

<p>Un modello in scala reale della navicella spaziale Orion in mostra al National Mall di Washington. REUTERS/Kevin Lamarque (UNITED STATES SCI TECH)</p>

di Jasmin Melvin

WASHINGTON (Reuters) - La Nasa ha mostrato ai visitatori del National Mall di Washington un modello in scala reale della navicella spaziale progettata per riportare gli astronauti Usa sulla Luna e, in futuro, anche su Marte.

Il veicolo di esplorazione con equipaggio Orion, costruito dalla Marina Usa, sostituirà la flotta di space shuttle che la Nasa prevede di ritirare nel 2010, e diventerà il caposaldo del Programma della Costellazione, per l‘esplorazione della Luna e di Marte.

“Siamo molto orgogliosi di costruirla, e di dimostrare all‘America che stiamo andando oltre lo space shuttle, verso una nuova generazione di navicelle spaziali”, ha detto Don Pearson, project manager del Test per il Recupero Post-atterraggio di Orion (Port).

La Nasa progetta di usare Orion entro il 2015 per portare gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. La capsula spaziale sostituirà ogni sei mesi a rotazione l‘equipaggio prima di dirigersi verso la Luna, Marte e oltre, ha detto Pearson.

Si prevede che Orion raggiungerà la Luna nel 2020, mentre si pensa che una missione su Marte sarà possibile verso la metà degli anni 2030.

Il progetto di Orion si basa sulla navicella spaziale Apollo, la prima ad aver portato gli americani sulla Luna. Anche se come forma sono simili, Orion è più grande - potrà portare sei membri dell‘equipaggio invece di tre -e più sicuro, grazie ad una tecnologia più sviluppata di quella degli anni 60.

‘VOGLIAMO ANDARE SU MARTE’

Il nome Orione deriva da una costellazione che a sua volta si richiama ad un cacciatore dell‘antica mitologia greca.

“Stiamo facendo tutto questo perché vogliamo andare su Marte”, ha detto Pearson.

Ma un viaggio andata e ritorno sul Pianeta rosso richiede tre anni, da sei a nove mesi per arrivare e gran parte del tempo restante in attesa del riallineamento dei pianeti per poter tornare sulla Terra.

“Non siamo ancora abbastanza sicuri che la nostra tecnologia sia in grado di resistere per tre anni senza che si rompano componenti irreparabili”, ha spiegato Pearson.

Per questo la Nasa inizialmente manderà Orion sulla Luna, un viaggio di soli tre giorni. Ogni visita durerà sei mesi, durante i quali gli astronauti monteranno un accampamento e pianificheranno le attività da condurre su Marte.

“L‘obiettivo è portare gli umani su Marte, e andare sulla Luna è il nostro test per raggiungere questo obiettivo”, ha aggiunto Pearson.

Il progetto Port, da due milioni di dollari, garantirà che l‘equipaggio possa essere recuperato dalla acque dell‘Atlantico in casi d‘emergenza.

Il 6 aprile la capsula sarà sganciata nell‘oceano Atlantico, al largo della costa della Florida, da una delle navi usate solitamente per recuperare i razzi dopo il lancio degli shuttle.

Tra i partecipanti al progetto ci sono Lockheed Martin Space Systems Corporation di Denver e Orbital Sciences di Dulles, in Virginia.

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