31 marzo 2009 / 08:08 / 8 anni fa

Web, con la crisi truffe online in aumento

<p>Un uomo al computer. REUTERS/Tobias Schwarz</p>

BOSTON (Reuters) - Le frodi su Internet denunciate all‘autorità Usa sono aumentate del 33% lo scorso anno, in crescita per la prima volta negli ultimi tre anni, e stanno continuando ad aumentare in un periodo in cui la crisi economica si acuisce. Lo hanno riferito le autorità federali americane.

Nel 2008, le perdite derivanti dalle frodi online hanno toccato la cifra record di 264,6 milioni di dollari, secondo quello che riporta il Fraud Complaint Center, un centro guidato in collaborazione da Fbi e National White Collar Crime Center.

Le truffe online, originate da ogni parte del pianeta ma soprattutto da Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Nigeria e Cina, stanno assumendo una consistenza notevole, con un incremento delle denunce alle autorità Usa di circa il 50% solo per il mese di marzo.

“Il 2009 sarà un anno particolarmente difficile per quanto riguarda il cyber-crime”, ha spiegato ai giornalisti in una teleconference l‘autore del rapporto, John Kane.

Le perdite dello scorso anno superano di gran lunga i 239,1 milioni persi nel 2007 e fanno impallidire le perdite del 2001, pari a 18 milioni di dollari.

La denuncia più comune riguarda la mancata consegna della merce ordinata su Internet, seguita dalle frodi nelle aste online e dalle truffe riguardanti carte di credito e investimenti sul web.

Delle 275.284 lamentele ricevute dal centro nel 2008, 72.940 riguardavano la pressante richiesta di un rafforzamento dei sistemi di sicurezza da parte delle autorità americane. Queste richieste sono già 40.000 nel solo primo trimestre dell‘anno in corso.

“Noi crediamo che questi numeri, sia quelli circa le proteste sia quelli che si riferiscono alle perdite, rappresentino solo la punta dell‘iceberg”, ha detto Kane, che è il direttore generale del National White Collar Crime Center a Richmond, Virginia.

CRIMINI NON SEGNALATI

“La nostra ricerca ci porta a pensare che solo il 15% delle frodi online venga effettivamente denunciato”, ha continuato Kane.

Il 66% delle denunce provengono dagli Stati Uniti, seguiti dalla Gran Bretagna con l‘11%, dalla Nigeria con il 7,5%, dal Canada con il 3% e dalla Cina con l‘1,6%. Con solo riferimento agli Usa, invece, domina la California con il 16%, seguita dallo stato di New York e dalla Florida.

Le vendite online fraudolente in siti di aste come Ebay o siti come craiglist.com contribuiscono alla crescita del 32% nell‘area più critica delle frodi online, ovvero la mancata consegna della merce.

Quest‘area specifica conta il 33% delle denunce ritenute gravi abbastanza da essere segnalate alle autorità competenti.

Un‘altra area critica è quella riguardante le frodi sugli investimenti online, come le versioni in scala ridotta della gigantesca truffa da 65 milardi di dollari dell‘imprenditore Bernard Madoff, che utilizzava i soldi di nuovi investitori per pagare i precedenti clienti.

Circa il 74% delle truffe si è verificato utilizzando messaggi di posta elettronica, in particolare gli spam, mentre le truffe legate a siti web hanno rappresentato complessivamente il 29%.

Ma il direttore generale Kane ha specificato come, per questo genere di frodi, sia in aumento l‘utilizzo di social network e delle chat.

Il rapporto del centro specifica che “i truffatori spesso utilizzano messaggi di posta elettronica spacciandoli per messaggi dell‘Fbi che richiede dati bancari per un‘investigazione su soldi trasferiti in Nigeria. A coloro che ricevono la mail viene promessa una lauta ricompensa in caso di collaborazione”.

L‘80% dei destinatari di queste truffe è di sesso maschile e circa il 50% ha un‘età compresa tra 30 e 50 anni. La cifra che mediamente viene persa si aggira sui 931 dollari, con un picco di 3.000 dollari per quanto riguarda gli assegni e di 2.000 dollari per le truffe sugli investimenti in rete.

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