Lessig a Milano: Internet libera per una nuova democrazia

sabato 28 marzo 2009 11:18
 

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Le potenzialità di interazione che offre Internet si stanno dimostrando uno strumento straordinario di profonda riforma della democrazia e della politica, nel ripristinare una partecipazione attiva e la credibilità di istituzioni screditate dal lungo rapporto privilegiato con potentati economici.

E' quanto ha detto a Milano un guru americano della Rete, esaminando quanto accade nel suo Paese nel campo politico e dei nuovi media. Una riflessione di particolare attualità per l'Italia, dove il mondo della politica ha in cantiere una serie di provvedimenti che minacciano di imbrigliare la libertà della Rete, compreso un emendamento, inserito nel pacchetto sicurezza da Giampiero D'Alia (Udc) che prevede l'oscuramento completo di tutti i siti in cui ci sono apologie di reato o istigazioni a delinquere.

"La libertà da limiti e la dirompente capacità di attivare l'indipendenza, che sono costate a Internet una lunga esclusione, sono la libertà e l'indipendenza di cui c'è bisogno ovunque, nel governo Usa", ha detto a Milano Lawrence Lessig, giurista ad Harvard e Stanford, esperto dei diritti intellettuali nel Web, che ha abbinato all'impegno civile quello politico, a sostegno della candidatura di Barack Obama, suo compagno all'Università, nella corsa alla presidenza Usa.

Ospite ieri di "Meet the Media Guru" -- organizzato da Maria Grazia Mattei in collaborazione con Provincia e Camera di Commercio di Milano -- in una Mediateca Santa Teresa per lui affollatissima, Lessig ha detto di aver compreso dopo quindici anni trascorsi a occuparsi dei diritti in Rete e delle potenzialità del Web aperto e indipendente, che alcune delle chiavi particolari del Web possono innescare una drastica riforma della politica e della democrazia.

RAPPORTO POLITICA-ECONOMIA HA CREATO SFIDUCIA

A screditare le istituzioni, ha spiegato, è stato in particolare il rapporto privilegiato con i potentati economici. Non è detto che un lobbysta o il finanziatore di un politico ne condizionino le scelte, né che il politico sia automaticamente un corrotto, osserva. Di sicuro, lobby e finanziatori, solo per il fatto di essere ascoltati, hanno avuto un rapporto privilegiato col potere politico.

Ma soprattutto, il connubio fra danaro e politica ha screditato agli occhi dell'opinione pubblica l'immagine di indipendenza della politica stessa, solo col dubbio di possibili condizionamenti.

"C'è un grave problema di indipendenza e la vera crisi sta nel fatto che non consideriamo la democrazia come uno strumento per risolvere i problemi", ha detto Lessig. Rilevando però un drastico cambiamento negli ultimi sei mesi.   Continua...

 
<p>Lawrence Lessig, giurista ad Harvard e Stanford. REUTERS PICTURE</p>