Francia, licenziati da Sony prendono 'in ostaggio' l'AD

venerdì 13 marzo 2009 12:39
 

BORDEAUX, Francia (Reuters) - I lavoratori di un impianto della Sony nella Francia sudoccidentale hanno trattenuto nella notte l'amministratore delegato del ramo francese del gruppo per chiedere migliori termini di licenziamento quando la struttura chiuderà in aprile.

Serge Foucher e diversi altri dirigenti Sony sono rimasti bloccati nell'impianto a Pontonx-sur-l'Adour tutta la notte e sono stati rilasciati a metà mattina, dopo che lo staff, che ieri ha chiuso la strada di accesso all'impianto con tre tronchi, ha ottenuto garanzie per un nuovo round di negoziati.

I rappresentanti dei sindacati hanno detto che la loro azione è stato l'unico modo per far riprendere le trattative sul pacchetto per il licenziamento, non abbastanza generoso.

I manager sono ancora 'in ostaggio' stamani, e i funzionari statali stanno tentando di persuadere i lavoratori a lasciarli andare ed evitare così l'intervento della polizia.

"Speriamo che stavolta le nostre voci saranno ascoltate", ha detto telefonicamente a Reuters il sindacalista Patrick Hachaguer, mentre i manager e i lavoratori si sono diretti su minibus verso gli uffici dell'amministrazione locale per riprendere i colloqui.

Gli animi si stanno scaldando in tutta la Francia, colpita come altri paesi da un'ondata di chiusure di stabilimenti e licenziamenti di massa a causa della crisi economica globale.

Ieri, alcuni lavoratori di una cittadina hanno lanciato uova e insulti contro manager nella protesta per la chiusura del loro impianto di pneumatici della tedesca Continental, che potrebbe tagliare 1.120 posti di lavoro.

A Pontonx-sur-l'Adour, l'impianto di Sony che impiega 311 lavoratori dovrebbe chiudere il 17 aprile. La visita di Foucher di ieri era l'ultima alla struttura prima della chiusura.

Sony aveva preso in considerazione l'idea di convertire l'impianto dalla produzione di componenti magnetici a quella di pannelli solari, ma ha abbandonato il progetto, facendo infuriare i lavoratori che speravano di mantenere il posto.

 
<p>Passanti davanti a una vetrina con prodotti Sony a Tokyo. REUTERS/Kim Kyung-Hoon (JAPAN)</p>