19 febbraio 2009 / 16:42 / 9 anni fa

Facebook costretta a fare i conti con preoccupazioni su privacy

<p>Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.Kimberly White</p>

SAN FRANCISCO (Reuters) - Gli sforzi di Facebook per costruire un solido modello di business attorno al suo social network online si è scontrato contro un nuovo ostacolo, dopo che le reazioni degli utenti alla nuova linea di condotta adottata dalla società sono state tali da indurre l'azienda a fare marcia indietro.

La controversia riguarda i cambiamenti che Facebook aveva introdotti nelle condizioni e termini di uso del servizio. Alcuni siti sostengono che i cambiamenti sembravano riconoscere alla società un diritto di proprietà definitivo sui contenuti inseriti nella rete dagli utenti.

"People Against the new Terms of Service", un gruppo crea dagli stessi utenti di Facebook contrari ai cambiamenti, era arrivato ieri a contare 88.000 iscritti.

Lo scontro su Facebook evidenzia la sensibilità che molti utenti hanno riguardo ai loro dati personali, anche in siti dove sono liberi di condividere informazioni sulle loro vite ed i rapporti con gli amici online. E riflette le sfide che Facebook deve fronteggiare per riuscire a guadagnare con la sua rete di 175 milioni di utenti e per tagliare i costi della sua rapida crescita.

Facebook sta rapidamente esaurendo i suoi fondi iniziali, dice l'analista di Sanford Bernstein, Jeffrey Lindsay. Tra le altre cose, il social network deve pagare i server utilizzati dal suo servizio online in tutto il mondo.

"Quelli sono soldi veri. Stanno capendo che devono realizzare un modello di business", ha detto Lindsay.

Come azienda privata, Facebook non rivela informazioni finanziarie. Lindsay sostiene che il sito secondo voci genererebbe tra i 100 e i 300 milioni di dollari all'anno, per la maggior parte attraverso un accordo con Microsoft, che detiene una quota di 1,6% di Facebook.

DIFFICILE RIUSCIRE A MONETIZZARE

Ottenere dei ritorni più immediati si sta rivelando complicato per Facebook.

La società aveva introdotto un servizio chiamato Beacon nel 2007 che traccia le attività individuali online, come acquisti e partecipazione a siti di e-commerce, comunicando agli amici su Facebook queste scelte. Ma il servizio ha sollevato delle questioni riguardanti la privacy, e Facebook ha introdotto delle modifiche che rendono più semplice per gli utenti disattivarlo.

In risposta all'ultima controversia, l'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha scritto in un post del blog che sono gli utenti alla fine a detenere e controllare le loro informazioni personali.

Martedì sera, Zuckerberg ha annunciato che la società avrebbe ritirato le suoi nuove condizioni di servizio e sta lavorando per realizzare un accordo che sia meno contestabile.

Non è chiaro dove questo collochi il modello di sviluppo di business.

La miniera d'oro della società si trova nel tesoro nascosto di informazioni che la gente produce nel network, dice l'analista social media di Idc Caroline Dangson, perchè questi dati possono essere utilizzati per indirizzare le pubblicità o essere venduti a società di ricerca.

Ma la società deve trovare il giusto equilibrio tra monetizzare i dati e rispettare la privacy degli utenti.

"Siamo ad uno stadio primitivo nel processo che deve individuare come fare e capire cosa gli utenti tollereranno", dice Dangson.

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