Wired a esordio: scoprire e connettere innovazione italiana

giovedì 19 febbraio 2009 15:02
 

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - La "bibbia" globale dell'hi tech, specializzata in tecnologie e intuizioni sul futuro prossimo venturo, sbarca in Italia con un obiettivo: vincere la difficile scommessa di integrare Internet con l'edicola, in un momento di crisi. Aggregando professionisti e appassionati di innovazione, che in Italia sono tanti ma hanno poche occasioni d'incontro e pochissimo spazio nell'informazione tradizionale.

E' quanto promette il direttore dell'edizione italiana di "Wired" ("Connesso"), mensile di culto californiano, da oggi nelle edicole del BelPaese con il premio Nobel Rita Levi Montalcini in copertina, proposto da Condè Nast

"In Italia c'è tanta innovazione e molti innovatori da connettere, che non hanno forti punti di riferimento e che non conosciamo", dice a Reuters Riccardo Luna, 43 anni, direttore di Wired Italia. Critico nei confronti dell'informazione tradizionale, che a suo giudizio "anche per pigrizia... oscilla tra dramma, emergenza e gossip.... non si fa un'informazione seria, non noiosa e non per addetti ai lavori", dice.

Luna ricorda di quando Chris Anderson, direttore di Wired Usa e guru futurologo, ospite a Milano, gli chiese notizie di Massimo Banzi, fondatore del progetto Arduino (piattaforma open source per favorire l'integrazione tra strumenti software e hardware diversi).

"Molti considerano (quello di Banzi) uno dei progetti all'avanguardia nel mondo ma nessuno in Italia sapeva chi fosse ... c'è molto di innovazione e tante nicchie da connettere. E Wired può servire a questo: vorrebbe diventare bandiera dell'innovazione italiana".

Malgrado i tanti che hanno tentato di dissuaderlo, Luna è convinto che sia il momento giusto per l'esordio, perchè è proprio in momenti di crisi profonda come questo, fa capire, che si cercano risposte tentando d'immaginare il futuro, cosa che Wired si ripropone di fare.

"Ovvio che la capitale mondiale dell'innovazione sia Silicon Valley. Ma noi vogliamo raccontare il mondo con occhi italiani", afferma. Con lo stesso spirito che ha mosso Wired al suo esordio nel 1993 in California, a San Francisco, per iniziativa di un italiano, Louis Rossetto, e di Jane Metcalfe, su una strada diversa da quella delle riviste specializzate e di settore, capace di dare forza, potere e credibilità all'innovazione.

INTEGRAZIONE TRA EDICOLA E INTERNET   Continua...

 
<p>La copertina dell'edizione italiana di Wired. REUTERS/HO</p>