Pedofilia online, l'Europa è fulcro del mercato

lunedì 9 febbraio 2009 18:47
 

MILANO (Reuters) - L'Europa rappresenta i due terzi della domanda mondiale di materiale pedofilo e i tre quarti dell'offerta, mentre a livello globale oltre 36.000 bambini, nel 42% dei casi minori di 7 anni, "sono stati scambiati in Internet 20 miliardi di volte".

E' quanto emerge dal 13esimo rapporto annaue sulla pedofilia presentato oggi da Telefono Arcobaleno, alla vigilia della Giornata Europea per la Sicurezza in Rete.

I paesi maggiormente coinvolti nel traffico di materiale pedofilo sono Germania, Olanda, Stati Uniti, Cipro, Federazione Russa, Canada, Cina e Portogallo, con un aumento di forme d'abuso quali la pedofilia, la pornografia infantile e il turismo sessuale, spiega una nota.

E' in Europa che si registrano però i casi più eclatanti, sottolinea il rapporto, specialmente in Regno Unito, Francia, Italia e Germania, paese che, pur costituendo appena il 4% di audience in internet, assorbe ben il 19% della domanda pedofila.

"Questo incremento della pedofilia online attorno al 149% negli ultimi sei anni, non è parallelo alla crescita della diffusione di Internet sul continente", spiega Giovanni Arena, presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno, che lotta al fianco delle maggiori agenzie di sicurezza internazionali contro lo sfruttamento sessuale infantile.

"L'Europa infatti, pur rappresentando circa il 30% del pianeta Internet, assorbe oggi ben il 60% della domanda di pedofilia nel web".

"La pedofilia online è un mercato che non conosce crisi, è formalmente illegale ma di fatto libera, i clienti restano pressoché impuniti per la lentezza dei processi ... di una giustizia che fatica a dare risposte",aggiunge Arena, commentando i numeri di questo mercato: oltre 36.000 bambini nel 77% dei casi con un'età inferiore ai 9 anni .

Nei suoi 13 anni di attività, Telefono Arcobaleno ha effettuato 228.079 segnalazioni, e solo nell'ultimo anno ne ha inoltrate più di 3.500 al mese, anche se, come ha constatato Arena, "in Europa contrariamente a quello che è avvenuto in altre aree del pianeta, le strategie di contrasto di questo turpe mercato di bambini non hanno sempre centrato gli obiettivi prioritari di prevenzione".

 
<p>La tastiera di un computer REUTERS/Stoyan Nenov</p>