Ue indaga su presunto cartello su chip per smart card

mercoledì 7 gennaio 2009 13:41
 

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea ha reso noto oggi che funzionari dell'antitrust europeo hanno perquisito le sedi di diversi produttori di chip per smart card in numerosi paesi dell'Unione nell'ottobre scorso, nell'ambito di un'inchiesta su un presunto cartello. Subito dopo, una serie di società hanno ammesso di essere nel mirino di Bruxelles.

"La Commissione europea può confermare che il 21 ottobre 2008 funzionari della Commissione hanno compiuto ispezioni non preannunciate presso gli immobili di numerosi produttori di chip per smart card in parecchi Stati membri", ha detto Bruxelles in un comunicato uscito questa mattina, in cui però non venivano indicati i nomi delle aziende coinvolte.

I chip sono utilizzati per la produzione di "carte intelligenti", come le Sim card dei telefoni cellulari, bancomat e carte d'identità.

"La Commissione ha ragione di ritenere che le società interessate abbiano violato ... le regole che proibiscono pratiche come il cartello dei prezzi, la ripartizione dei clienti e lo scambio di informazioni commerciali sensibili", spiegava ancora il comunicato.

Tra le aziende coinvolte nelle ispezioni, ci sono, per loro stessa ammissione, la francese STMicroelectronics e la tedesca Infineon Technologies, l'olandese NXP [NXP.UL] - passata da Philips Electronics a un consorzio di cui fa parte anche Kkr - e la giapponese Renesas Technology, una joint venture tra Hitachi e Mitsubishi Electric.

"Abbiamo ricevuto una visita della Commissione Europea riguardo l'inchiesta, ma capiamo che si tratta dei primi passi. Non abbiamo ricevuto alcuna citazione dopo la perquisizione all'alba", ha detto una portavoce di STMicroelectronics.

Una portavoce di Infineon ha detto che la società sta collaborando con la Commissione.

L'antitrust europeo ha comunque affermato di non volere dare un giudizio prima del tempo sul risultato dell'indagine.

"La Commissione rispetta i diritti della difesa, in particolare i diritti delle società di essere ascoltate nei procedimenti antitrust", dice ancora il comunicato, che non fornisce indicazioni sulla scadenza entro la quale termina l'inchiesta.

 
<p>Chip di memoria in una foto d'archivio. REUTERS/Lee Jae-Won</p>