Cina, giro di vite del governo contro importanti siti web

lunedì 5 gennaio 2009 10:35
 

di Chris Buckley

PECHINO (Reuters) - Il governo cinese ha varato una serie di misure restrittive contro importanti siti web - tra cui Google e Baidu - che secondo le autorità minaccerebbero la moralità pubblica diffondendo pornografia e volgarità.

Il ministero della Sicurezza pubblica cinese e altre sei agenzie governative hanno annunciato oggi la campagna durante un vertice, ha reso noto la tv di Stato, mostrando immagini di agenti che sequestrano materiale informatico da un ufficio non identificato.

Nel vertice si è "deciso di lanciare una campagna nazionale per fare piazza pulita della tendenza alla volgarità su Internet e sono stati indicati un vasto numero (di siti) che violano la moralità pubblica e danneggiano la salute fisica e mentale della gioventù e delle persone giovani", ha detto la tv, secondo cui i 19 operatori Internet e siti web citati non avrebbero provveduto ad eliminare rapidamente i contenuti "volgari" e avrebbero ignorato gli avvertimenti della censura.

Baidu domina il mercato delle ricerche e della pubblicità web in Cina, con un'audience stimata in due terzi dell'intero pubblico. Google, leader mondiale, è invece il numero due, seppure piuttosto distanziato.

Cui Jin, un incaricato delle pubbliche relazioni di Google per la Cina continentale, e Sun Yao, che rappresenta Baidu, non hanno voluto commentare la notizia, affermando di non esserne a conoscenza. Anche Sina.com è tra i soggetti indicati.

Il Partito comunista, al potere in Cina, cerca di mantenere il controllo sull'informazione e ha già lanciato molte operazioni di censura simile a quella attuale, che prendono solitamente a bersaglio la pornografia, le critiche politiche e le truffe via web.

UN ANNO "SENSIBILE"

La campagna annunciata oggi coincide con i tentativi del Pc di soffocare il dissenso e la protesta mentre l'economia rallenta e la Cina entra in un'annata di anniversari sensibili, in particolare il 20esimo della sanguinosa repressione del movimento pro-democratico nel 1989.   Continua...

 
<p>Utenti al computer in un Internet cafe a Shanghai REUTERS/Aly Song</p>