5 gennaio 2009 / 09:40 / tra 9 anni

Cina, giro di vite del governo contro importanti siti web

<p>Utenti al computer in un Internet cafe a Shanghai REUTERS/Aly Song</p>

di Chris Buckley

PECHINO (Reuters) - Il governo cinese ha varato una serie di misure restrittive contro importanti siti web - tra cui Google e Baidu - che secondo le autorità minaccerebbero la moralità pubblica diffondendo pornografia e volgarità.

Il ministero della Sicurezza pubblica cinese e altre sei agenzie governative hanno annunciato oggi la campagna durante un vertice, ha reso noto la tv di Stato, mostrando immagini di agenti che sequestrano materiale informatico da un ufficio non identificato.

Nel vertice si è “deciso di lanciare una campagna nazionale per fare piazza pulita della tendenza alla volgarità su Internet e sono stati indicati un vasto numero (di siti) che violano la moralità pubblica e danneggiano la salute fisica e mentale della gioventù e delle persone giovani”, ha detto la tv, secondo cui i 19 operatori Internet e siti web citati non avrebbero provveduto ad eliminare rapidamente i contenuti “volgari” e avrebbero ignorato gli avvertimenti della censura.

Baidu domina il mercato delle ricerche e della pubblicità web in Cina, con un‘audience stimata in due terzi dell‘intero pubblico. Google, leader mondiale, è invece il numero due, seppure piuttosto distanziato.

Cui Jin, un incaricato delle pubbliche relazioni di Google per la Cina continentale, e Sun Yao, che rappresenta Baidu, non hanno voluto commentare la notizia, affermando di non esserne a conoscenza. Anche Sina.com è tra i soggetti indicati.

Il Partito comunista, al potere in Cina, cerca di mantenere il controllo sull‘informazione e ha già lanciato molte operazioni di censura simile a quella attuale, che prendono solitamente a bersaglio la pornografia, le critiche politiche e le truffe via web.

UN ANNO “SENSIBILE”

La campagna annunciata oggi coincide con i tentativi del Pc di soffocare il dissenso e la protesta mentre l‘economia rallenta e la Cina entra in un‘annata di anniversari sensibili, in particolare il 20esimo della sanguinosa repressione del movimento pro-democratico nel 1989.

“Alcuni siti web hanno sfruttato scappatoie nelle leggi e nei regolamenti”, ha detto Cai Mingzhao, vice responsabile dell‘Ufficio Informazione del Consiglio di Stato, che ha presieduto il vertice, secondo quanto scrive il sito web ufficiale China.com.cn. “Hanno usato tutte le modalità per distribuire contenuti di basso livello, crudi e anche volgari, che danneggiano gravemente i costumi su Internet”.

L‘Ufficio Informazione è l‘interfaccia governativa della macchina di censura e propaganda del Partito comunista.

Cai ha detto ai funzionari che partecipavano al vertice di “comprendere pienamente la gravità e la minaccia della tendenza alla volgarità che infesta Internet” e ha detto che i trasgressori rischiano “una punizione severa”.

Nonostante le maglie della censura cinese, i siti web e specialmente i blog sono divenuti in alcune occasione una forte attrazione per i quasi 300 milioni di utenti Internet registrati, molti dei quali adolescenti.

A dicembre il quotidiano ufficiale China Daily ha scritto che la polizia di Shanghai ha arrestato una donna diventata una star del web grazie a un video in cui faceva sesso.

Oggi il quotidiano Financial Times scrive che la censura cinese ora dispone di filtri più avanzati per bloccare i contenuti vietati.

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