6 dicembre 2008 / 15:15 / tra 9 anni

Spot pubblicità in videogame, successo ancora lontano

<p>Il presidente e AD di Sony Computer Entertainment America Jack Tretton al salone E3 Media &amp; Business Summit di Los Angeles nel luglio 2008. REUTERS/Mario Anzuoni</p>

di Franklin Paul

NEW YORK (Reuters) - Da anni gli esperti dicono che la pubblicità inserita nei videogiochi diventerà un giorno un grande business. Ma sembra che quel giorno sia ancora lontano.

Dirigenti del settore ospiti del Reuters Media Summit hanno detto questa settimana che le condizioni difficili dell‘economia potranno costringere società e pubblicitari a cercare nuovi modi per raggiungere i consumatori.

Questo potrebbe significare maggiori promozioni nei videogiochi interattivi - un settore che continua a crescere nonostante i consumatori stiano risparmiando sui prodotti non essenziali.

L‘idea è simile a quella di inserire promozioni a pagamento di prodotti nei film di Hollywood.

Tuttavia, è difficile che la pubblicità nei videogiochi fornisca più che un piccolo contributo all‘industria pubblicitaria Usa da 150 miliardi di dollari nel 2009.

Shane Kim, vice presidente sviluppo strategia e business della divisione giochi di Microsoft -- che include la popolare console Xbox 360 -- ha detto che finora la pubblicità non gioca un grande ruolo nel settore.

“Nei prossimi 6-12 mesi, mentre attraverseremo questo periodo economico, probabilmente non avrà un grande impatto concreto su di noi o sull‘industria, francamente”, ha detto Kim.

Il settore discute di sfruttuare le pubblicità da un decennio, e a ottobre ha dato un grande impulso mediatico la notizia dell‘inserimento di un messaggio dell‘allora candidato presidenziale Barack Obama nel gioco “Burnout Paradise”.

Le stime di crescita per il settore della pubblicità nei videogame variano, con diversi esperti che vedono gli investimenti pubblicitari intorno a 100 milioni di dollari quest‘anno e in crescita a 1 miliardo di dollari nel 2001.

Strauss Zelnick, presidente di Take-Two Interactive, produttore della franchise di successo “Grand Theft Auto”, ha detto che un problema è legato alla possibilità che riconoscere una pubblicità nel gioco distragga il giocatore.

La pubblicità che cattura sul serio l‘attenzione del consumatori rischia di portare quell‘utente “fuori dall‘esperienza di intrattenimento”, ha dichiarato Zelnick.

L‘eccezione potrebbe essere rappresentata dallo sport, visto che il branding e le pubblicità fanno già parte del business, da alle partite di calcio ai nomi degli stadi.

Nick Brien, amministratore delegato di Mediabrands, alto dirigente del gruppo pubblicitario Interpublic Group, ha detto che a causa delle prospettive di espansione del settore dei videogiochi - che alcuni vedono in crescita del 20% nel 2009 - “un giorno” potrebbe verificarsi una crescita significativa.

“Per il pubblico maschile giovane, le auto e l‘intrattenimento, è uno spazio enorme, perché si sta guardando a trend di gioco che continuano a salire”, ha detto. “Non è enorme oggi ma la tecnologia di in-gaming sta diventando sempre più sofisticata... ed è molto misurabile e sempre più legata alle tecnologie online”.

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