4 dicembre 2008 / 11:20 / 9 anni fa

Si producono in Italia sensori per la tv del futuro a 32 Mpixel

<p>Uno schermo hd di Samsung. FOR EDITORIAL USE ONLY REUTERS/Samsung Electronics/Handout KKH/CN</p>

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - La tv del futuro prossimo, che nel giro di sette anni potrebbe già mandare in pensione il nuovissimo standard Hdtv, passa anche per l‘Italia.

In uno stabilimento di Avezzano - nella Piana del Fucino, dove l‘high-tech da tempo convive con le colture del tabacco delle patate e con i tradizionali confetti - si sta infatti lavorando ai sensori che consentiranno di lanciare un nuovo sistema televisivo a 32 megapixel e di utilizzare schermi da 100 pollici.

Il nuovo standard si chiama Super High Vision (ma viene indicato anche come Uhdtv, “ultra alta definizione”) ed è 16 volte superiore al “full Hd”, l‘alta definizione tv che consente oggi trasmissioni a 2 megapixel sui televisori digitali.

Rispetto ai “normali” televisori, quelli che si trovano ancora nella maggior parte dei salotti italiani, la risoluzione (7680 x 4320 pixel) è superiore addirittura di 64 volte.

La tv pubblica giapponese Nhk lavora allo standard ormai da 30 anni, e ora anche grazie alla collaborazione con la Rai [RAI.UL] e con la Bbc britannica punta a portarlo nelle case dei telespettatori entro il 2015.

Ed è proprio nello stabilimento della Micron Technology di Avezzano che si producono i sensori Cmos, che saranno utilizzati nelle nuove telecamere.

“Micron fornirà quattro sensori da 8 megapixel ciascuno alla Nhk, che li utilizzerà per le proprie telecamere - ha detto a Reuters per email Ernesto Spanti Gattuso, uno degli ingegneri della multinazionale, tra i principali produttori mondiali di dispositivi a semiconduttore - Bbc e Rai invece si occuperanno della trasmissione delle immagini via satellite”.

L‘emittente pubblica italiana sta lavorando in particolare alla trasmissione del segnale con il nuovo standard digitale terrestre Dvb-S2.

Il sensore Cmos è stato disegnato in Giappone dall‘Aptina - una divisione di Micron Technology specializzata in soluzioni nel campo dell‘imaging - e viene prodotto in Italia.

“In soldoni - spiega via email Alfonso D‘Anna, process integration manager di Micron Italia - nei sensori una immagine ottica, attraverso un sistema di lenti ‘tradizionale’, viene focalizzata su una matrice di pixel dove, utilizzando proprietà fisiche peculiari del silicio cristallino, viene trasformata in segnali elettrici che, dopo essere stati raccolti, digitalizzati ed elaborati, danno vita all‘immagine in formato digitale”.

Dal 2005 lo stabilimento di Avezzano è l‘unico degli impianti Micron a fabbricare sensori, mentre gli altri producono memorie per pc.

La “Micron Fab9 Plant”, che impiega circa 2.000 persone e sorge nell‘ex stabilimento di un‘altra società americana, la Texas Instruments, produce secondo fonti interne oltre il 30% delle fotocamere presenti sui cellulari.

Le applicazioni dello standard - che è stato al centro di una prima dimostrazione nell‘ottobre scorso a Roma - non riguarderanno solo la tv o il cinema: per gli esperti, ad esempio, un campo di impiego “socialmente utile” è quello della telemedicina.

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