Iva pay tv, 2.000 mail al Tesoro dopo appello di Sky

mercoledì 3 dicembre 2008 14:42
 

ROMA (Reuters) - In mattinata l'ufficio stampa del Tesoro ha ricevuto circa 2.000 mail sull'innalzamento dell'Iva al 20% per le tv a pagamento, oggetto di forti critiche da parte di Sky Italia, l'emittente più colpita dalla misura, inserita nel decreto legge anti crisi varato venerdì scorso in Consiglio dei ministri.

Lo ha detto a Reuters una fonte del Tesoro.

Le mail sono cominciate a pervenire dopo che Sky ha diffuso uno spot in cui invitava chi non condividesse la misura a inviare un messaggio all'indirizzo portavoce@tesoro.it.

"Se credete che la decisione di raddoppiare l'Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce@tesoro.it", è l'invito che Sky rivolge ai suoi telespettatori nello spot sull raddoppio dell'Iva.

"Molti prodotti in Italia godono dell'Iva agevolata al 10% tra cui uova di struzzo, francobolli da collezione, latte e tabacchi grezzi. Inoltre, tutti i prodotti editoriali su carta stampata e il canone Rai godono di un'aliquota ancora più bassa. In Italia l'Iva aevolata al 10% per i servizi televisivi è stata introdotta nel 1995 dal governo Dini, ben otto anni prima che nascesse Sky", dice ancora lo spot.

Il tenore delle mail è per grandissima parte negativo. C'è chi sollecita il governo a ridurre i costi della politica invece di tassare le tv a pagamento e chi teme che Sky, dopo l'aumento dell'Iva, possa ridurre il personale.

Ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è intervenuto nella polemica sull'aumento dell'Iva spiegando che il governo non aveva alternativa poiché l'armonizzazione dell'aliquota è prevista da obblighi europei.

L'opposizione contesta la stretta fiscale per il fatto che vada a colpire il principale concorrente -- assieme alla Rai -- di Mediaset, controllata tramite Fininvest dalla famiglia del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

 
<p>Un cliente in una rivendita di televisori in una foto d'archivio. REUTERS/Andrea Comas</p>