28 novembre 2008 / 10:41 / tra 9 anni

In fase di crisi, modelli innovativi da Internet, dice guru Ito

<p>Utenti navigano su Internet. REUTERS PICTURE</p>

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Con la crisi finanziaria globale che ha fatto vacillare modelli di business tradizionali, il mondo degli affari dovrebbe riflettere su alcuni modelli di sviluppo innovativi, che si stanno consolidando su Internet. E in alcuni casi adottarli.

E’ quanto afferma un guru dell‘informatica e della Rete, il giapponese Joichi Ito.

“Se si pensa alle banche d‘investimenti... i mutui subprime sono stati l‘ultimo tentativo di cercare profitto creando prodotti sovrastimati, perchè non si guadagna più sulle transazioni. (Perché) quel che ha fatto Internet è stato di abbattere i costi delle transazioni, così come ha fatto con le barriere all‘informazione”, dice a Reuters Ito, imprenditore hi tech e studioso, considerato dal World Economic Forum uno dei 100 “leader globali del futuro”.

“In passato, il business era concentrato sulla distribuzione: una transazione finanziaria, pubblicare un libro o vendere un giornale. La maggior parte delle professionalità e della creatività era ripagata dai profitti della distribuzione”, osserva.

Ma Internet ha abbattuto i costi della distribuzione di informazioni, che quindi non è più un problema, non è più redditizia.

“E’ il modello di base della distribuzione, quello di pagare così la creatività, che sta cambiando”, aggiunge Ito, che oltre ad esser stato protagonista in alcune delle più innovative aziende della Rete (Mozilla, Flickr, Technorati) è oggi amministratore delegato di Creative Commons, organizzazione non profit che attraverso sei diverse articolazioni dei diritti d‘autore consente a chi lo desidera di condividere ampiamente le proprie opere, evitando lo standard “tutti i diritti riservati”.

La rapidità di diffusione di informazioni, ricorda Ito, ha colpito forme di profitto (della distribuzione) creando però dal nulla nuovi modelli di business, ad esempio commercio ed aste online, da Amazon a eBay.

Un ripensamento di modelli è dunque indispensabile, osserva il guru della Rete. Perché ormai la diffusione delle informazioni è sempre più rapida ed il problema non è più come diffonderle ma semmai come selezionarle, individuando gli utenti idonei a riceverle.

MENO RINCORSA AI SOLDI ED UN PIZZICO DI BUDDISMO

Rincorrere efficienza e crescita per aumentare il profitto si è dimostrato un modello di sviluppo non sostenibile, dice Ito. Occorre allora immaginarsi un sistema alternativo, capace di autoregolamentarsi e cercare un proprio equilibrio. Magari in una “prospettiva un po’ più giapponese. Per il buddismo la felicità non è raggiungere un obbiettivo, avere più soldi o un‘auto nuova... viene invece da una sorta di equilibrio, esser parte di una comunità, in un modello di equilibrio sostenibile”, dice.

Queste comunità, rileva lo studioso manager, sono ben presenti in Rete, a fianco di colossi. “Molti pezzi di Internet sono gestiti da piccole comunità di esperti, come nei server o nelle società di sicurezza”, dice. Sottolineandone un‘altra prerogativa: quella di combinare professionalità e volontariato. Società non governative, che non si reggono quindi sulle tasse ma in parte sull‘impegno individuale.

Tra social network e prodotti “open source” (cioè modificabili e non protetti da copyright), la Rete è aperta anche a modelli ibridi, società che combinano passione e business. Esempi che il mondo delle imprese tradizionali, dice Ito, dovrebbe studiare con attenzione abbandonando “un atteggiamento di rigetto”. Perchè Internet crea costantemente forme nuove di business partendo dalla gratuità della distribuzione. Come per Google, che non si paga come motore di ricerca ma guadagna cifre ingenti dalle pubblicità legate alle parole di ricerca.

I modelli tradizionali consideravano “irrazionali” i comportamenti non ispirati dal solo movente economico. Ito è invece convinto che il mondo del business debba ripensare a quel che la gente fa non solo per interesse ma per consapevolezza.

Come in campo ambientale, dove conoscere l‘impatto dei propri comportamenti può indurre molti a modificarli, a prescindere da interessi economici.

Se la Rete crea nuovi business, il guru esorta a guardare al business con occhi nuovi. A cercare il profitto... senza l‘ossessione del profitto in sé: “Non si tratta di essere comunisti. Bisogna essere ragionevoli”, dice.

Ito ha partecipato ieri ad una serie di incontri a Milano, tra cui un seminario al Centro di Formazione Management del Terziario.

Oggi venerdì incontrerà il pubblico sempre a Milano (mediateca S. Teresa via della Moscova 28) in un evento “Meet the Media Guru” promosso da Cfmt e Mgm Digital Communication.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below