Guindani: Robin tax tlc, settore contrario, già drenate risorse

martedì 25 novembre 2008 16:57
 

ROMA (Reuters) - Il settore degli operatori di telefonia mobile si dice contrario all'ipotizzata Robin tax allo studio del governo perché già sono state drenati 3 miliardi di euro dal settore e perché sono in corso ingenti progetti di investimenti per la banda larga. Lo ha detto Pietro Guindani, presidente di Vodafone Italia e presidente di Asstel, associazione di settore.

"Per il momento è solo una voce non confermata e quindi non conoscendone la forma e le modalità non possiamo avere alcuna stima sugli impatti per il settore", ha risposto a chi chiedeva una valutazione sull'impatto sul settore del provvedimento ipotizzato.

Il governo starebbe valutando una addizionale Ires del 2% sugli operatori di telefonia mobile e la misura sarebbe stata inserita, secondo anticipazioni di stampa, nell'articolato del decreto anti crisi in preparazione per il Consiglio dei ministridi venerdì.

"Nel caso questa anticipazione fosse vera saremmo molto contrari per due ragioni. Il settore tlc ha già subito interventi per 3 miliardi di euro, tra taglio dei costi di ricarica, nuove tariffe di terminazione e roaming. Il settore delle tlc ha subito di conseguenza un calo dei flussi di cassa del 15%", ha detto Guindani.

"In secondo luogo, siamo chiamati in questo momento a un ambizioso piano di investimenti per la banda larga. Lo hanno chiesto il governo, le imprese, i consumatori. Oltre a essere una opportunità di business è anche un grande impegno finanziario", ha aggiunto.

Secondo il presidente di Asstel, "sembra contraddittorio essere impegnati su progetti di sviluppo e poi subire ulteriori prelievi fiscali".