25 novembre 2008 / 10:11 / 9 anni fa

Los Angeles, attesa sentenza su caso suicidio MySpace

Di Alex Dobuzinskis

<p>Un Internet point in Cina. REUTERS/Simon Zo/Files</p>

LOS ANGELES (Reuters) - Il suicidio di un‘adolescente del Missouri non sarebbe avvenuto se la ragazza non fosse stata tormentata online da una madre di famiglia che viveva a pochi isolati di distanza. Lo hanno dichiarato ieri i procuratori, descrivendo la morte della ragazza come una tragedia.

La giuria inizierà a deliberare oggi sul processo federale contro Lori Drew, donna accusata di essersi finta un ragazzo adolescente sul social network MySpace, e di aver tormentato e umiliato la tredicenne Megan Meier, che ha finito per suicidarsi.

I procuratori hanno riferito ai giurati che Drew, sua figlia e un‘impiegata adolescente, avevano creato questo profilo su MySpace per imbarazzare pubblicamente Meier e per vendicarsi di alcune cattiverie che la ragazza aveva detto sulla figlia di Drew.

“La tragedia in questo caso non è soltanto il suicidio di Megan Meier”, ha detto Thomas O‘Brien, avvocato americano, nella sua arringa finale alla giuria.

“E’ il fatto che sarebbe stato così facile evitarla. Se la 49enne Lori Drew era così dispiaciuta che Megan Meier avesse definito sua figlia ‘brutta’ o ‘lesbica’, avrebbe potuto andare a parlarne con la madre della ragazza, e noi adesso non ci troveremmo qui”, ha detto.

Anche l‘avvocato di Drew, H. Dean Steward, ha descritto la morte di Meier come una tragedia, ma ha ricordato alla giuria che Drew non è accusata per il suo omicidio.

“Per favore, non aggiungiamo altro dolore a questa tragedia”, ha detto. “E’ stato un orribile, orribile caso, e sono state già versate tante lacrime. Non ne aggiungiamo altre”

Drew, 49 anni, è accusata per cospirazione e accesso non autorizzato a computer protetti per ottenere informazioni con lo scopo di infliggere stress emotivo a Meier.

Rischia un massimo di 20 anni di reclusione in un carcere federale, se sarà condannata per tutte le accuse.

Il processo è iniziato mercoledì scorso, e la giuria ha sentito le testimonianze della figlia adolescente di Drew e di Ashley Grills, 18enne impiegata di Drew che ha inviato l‘ultimo messaggio a Megan Meier nel giorno del suo suicidio, a ottobre del 2006, in cui c‘era scritto: “il mondo sarebbe un posto migliore senza di te”.

Grills non è stata accusata e ha testimoniato dopo aver raggiunto un accordo con i procuratori.

Drew non ha testimoniato in difesa di se stessa, ma Tina Meier, mamma della ragazza morta, ha testimoniato che la donna sapeva che Megan stava prendendo dei farmaci per la depressione.

Il processo si è tenuto in una corte federale di Los Angeles perché MySpace, il sito di social network usato per creare il falso profilo di un ragazzo 16enne di nome Josh Evans, ha sede nella vicina Beverly Hills.

Il caso è seguito con grande attenzione dall‘industria in espansione del social networking.

Steward ha argomentato che lo statuto che Drew è accusata di aver violato, era stato pensato per gli hacker, e non per gli utenti di MySpace.

“I fatti che avete ascoltato e gli elementi della legge in questione non combaciano”, ha detto alla giuria.

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