24 novembre 2008 / 16:20 / tra 9 anni

Cybercrimine: mercato da 276 milioni dollari, stima Symantec

MILANO (Reuters) - Il “cyber crimine”, che consiste nell‘appropriazione illecita e nella successiva vendita su internet di informazioni sensibili, ha assunto le caratteristiche di un mercato globalizzato ed efficiente, con un valore stimato di 276 milioni di dollari.

<p>Ricercatori informatici al Symantec AntiVirus Research Center, al lavoro 24 ore su 24 anche durante le festivit&agrave;. REUTERS/Handout</p>

Lo riferisce un‘indagine sull‘economia sommersa condotta da Symantec, società americana leader nella creazione di software per la sicurezza.

Il ‘Report on the Underground Economy’ ha monitorato i canali su cui avviene la compravendita delle informazioni rubate, per lo più numeri di carte di credito e dati dei conti bancari: si tratta di siti internet aperti al pubblico, peer-to-peer, chat e forum.

Lo studio ha stimato il valore di tale traffico ipotizzando i guadagni che deriverebbero dalla vendita di tutte le informazioni rubate.

“Il valore potenziale di tutti i beni pubblicizzati osservati da Symantec nel periodo in esame ha superato i 276 milioni di dollari”, si legge in una nota.

L‘appropriazione illecita dei dati avviene attraverso diversi metodi, tra cui messaggi fraudolenti che invitano l‘utente a controllare il saldo della propria carta di credito o a inserire dati relativi al proprio conto.

Nel periodo preso in esame sono stati rilevati più di 69.000 inserzionisti attivi e un totale di 44.321.095 messaggi pubblicati sui forum.

UNA RETE INTERNAZIONALE

Secondo il rapporto, le informazioni più vendute sono quelle relative alle carte di credito, che costituiscono il 31% del traffico totale e sono di facile utilizzo per lo shopping online.

Al secondo posto con il 20% si trovano invece i dati sui conti bancari, popolari per l‘elevato valore a cui danno accesso con incredibile rapidità: è infatti accaduto che conti bancari siano stati svuotati con trasferimenti online verso destinazioni non tracciabili nell‘arco di soli 15 minuti.

I soggetti operanti in questo traffico possono spaziare da singoli individui a team sofisticati e molto ben organizzati.

Il Nord America è risultato il paese con il maggior numero di server dedicati alle attività sommerse, pari al 45% del totale, mentre all‘ultimo posto si posiziona l‘America Latina, con il 5%.

“Oggi i cybercriminali proliferano grazie alle informazioni che raccolgono senza permesso da parte dei consumatori e delle aziende”, ha sottolineato Giancarlo Marengo, Country Manager Symantec Italia. “Questi soggetti, siano essi singoli individui o veri e propri gruppi organizzati, continuano a mettere a punto nuovi strumenti e nuove tecniche per defraudare utenti legittimi in tutto il mondo, motivo per cui la protezione e la mitigazione di questo tipo di attacchi deve diventare una priorità a livello internazionale”.

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