Sindaco Torino a Repubblica: "incatenato" contro Motorola

sabato 15 novembre 2008 12:33
 

MILANO (Reuters) - Contro la decisione di Motorola di chiudere lo stabilimento che conta oggi 370 posti di lavoro altamente qualificati, il sindaco di Torino non esclude forme di protesta clamorose come quella di incatenarsi ai cancelli dell'ingresso.

"Perché si deve sapere che una comunità colpita è in grado di reagire, non accetta passivamente le scelte che ricadono sul territorio", ha detto Sergio Chiamparino in un'intervista oggi al quotidiano la Repubblica.

"La Motorola ha ingannato la città. Ha ottenuto, in via indiretta, 11 milioni di finanziamenti pubblici, ha goduto di una serie di vantaggi per insediarsi a Torino e nel giro di due giorni ha deciso di chiudere baracca e burattini", dice Chiamparino nell'intervista.

"Fino alla scorsa settimana i dirigenti locali discutevano con il vicesindaco sulla possibilità di ampliare l'insediamento: chiedevano fino a 2000 metri quadrati in più. (Poi) in una località dell'Illinois, a Schaumburg, si è riunito il consiglio di amministrazione e ha semplicemente deciso di chiudere tutte le attività non commerciali in Europa", ha aggiunto.

Chiamparino ha ricordato che il Politecnico aveva destinato all'insediamento una parte dei fondi europei a sostegno della ricerca. "Un investimento giustificato. I 370 ingegneri che hanno lavorato in questi anni a Torino hanno prodotto brevetti allo stesso ritmo dei loro colleghi statunitensi e per unanime ammissione il centro Motorola di Torino era uno dei migliori del gruppo". Il sindaco nell'intervista auspica anche un intervento del governo nazionale nella vicenda.