Parole Berlusconi, arriva sul web e a Roma protesta "abbronzati"

venerdì 7 novembre 2008 13:47
 

ROMA (Reuters) - Già ieri, pochissime ore dopo la gaffe di Silvio Berlusconi sul nuovo presidente degli Usa Barack Obama, e poi gli insulti contro coloro che lo avrebbero frainteso, sul web erano spuntati gruppi di protesta. E oggi Roma ospiterà un "flash mob", un raduno convocato via Internet al grido di "Fieri di essere imbecilli, coglioni e Abbronzantissimi".

La mobilitazione è scattata ieri su Facebook, il sito di social networking divenuto popolare anche in Italia, con la nascita di una miriade di "group" dedicati alla frase del premier, poi definita una "carineria" nei confronti del prossimo inquilino della Casa Bianca, il primo afroamericano a divenire presidente degli Usa: da "Giovani, belli e abbronzati come Barack Obama" a "Noi siamo belli giovani e... abbronzati!!!" passando attraverso altre variazioni sul tema.

Oggi invece è spuntato anche un blog - abbronzatissimi.wordpress.com - lanciato da Gianfranco Mascia, un pubblicitario e militante ecologista noto per aver inventato nel 1993 i Bo.Bi., i comitati "Boicotta il Biscione", simbolo della Fininvest di Berlusconi, che proprio in quell'anno annunciava il suo ingresso in politica.

Il blog dà anche appuntamento per oggi alle 17.30 nella Capitale, a Largo Argentina, per una manifestazione "goliardica". I partecipanti sono invitati infatti ad arrivare con le facce "annerite", o a inviare le proprio foto "abbronzate" in Rete.

Oggi il premier, impegnato in una visita a Mosca, alla domanda se avesse letto i giornali (che hanno messo in prima pagina le parole da lui pronunciate su Obama) e se fosse ancora di buon umore, ha risposto: "Certo, perché no? Pensavamo che ci fossero tanti imbecilli in circolazione. Quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da autodenunciarsi, da autocertificarsi pubblicamente. Lo hanno fatto. Li conoscevamo già ma non pensavamo fossero così tanto imbecilli".

L'iniziativa di oggi riecheggia quella organizzata nel 2006, quando Berlusconi definì "coglioni" coloro che avrebbero votato per il centrosinistra contro i proprio interessi. All'epoca, alcune decine di persone si ritrovarono in piazza a gridare "Siamo tutti coglioni".

Il centrodestra quell'anno perse le elezioni, anche se di stretta misura.