Il Pakistan prevede la pena di morte per "cyber terrorismo"

giovedì 6 novembre 2008 18:33
 

ISLAMABAD (Reuters) - Causare la morte attraverso il "cyber terrorismo" sarà perseguibile con la pena di morte in Pakistan, secondo un decreto emanato oggi dal presidente Asif Ali Zardari.

La legge per la prevenzione dei crimini elettronici sarà applicabile a chiunque commetta un reato a detrimento della sicurezza nazionale attraverso l'uso del computer o di qualsiasi altro dispositivo elettronico, secondo quanto emerge dall'ordinanza.

"Chiunque commetta reato di cyber terrorismo causando la morte di qualcuno, potrà essere condannato a morte o all'ergastolo", è scritto nell'ordinanza, pubblicata dall'agenzia di informazione statale App.

La legge verrà applicata ai pakistani e agli stranieri residenti in Pakistan.

L'ordinanza definisce cyber terrorismo l'accesso ad una rete di computer o ad un sistema elettronico da parte di qualcuno che in seguito "intraprende o tenta di intraprendere consapevolmente un atto terroristico".

Sono riportate inoltre diverse definizioni di "atto terroristico", tra cui rubare o copiare, o provare a farlo, informazioni necessarie alla produzione nei settori chimico, biologico o di armi nucleari.

Il Pakistan, che possiede armi nucleari, è in prima linea nella campagna contro la militanza condotta dagli Usa e le forze dell'ordine si stanno scontrando con al Qaeda e i militanti talebani, che si trovano per la maggior parte nel nord-ovest, vicino al confine afgano.

L'ordinanza prevede anche sanzioni per altri reati, tra cui frode elettronica, accesso elettronico illegale a sistemi sensibili, contraffazione elettronica, danno ai sistemi, accesso non autorizzato ai codici e uso scorretto delle codifiche.

Le sanzioni per questi crimini possono andare da tre a 10 anni di reclusione.

 
<p>La bandiera nazionale del Pakistan. REUTERS/Mohsin Raza (PAKISTAN)</p>