Google e le informazioni, libro esamina il suo ambizioso piano

venerdì 26 settembre 2008 12:44
 

SAN FRANCISCO (Reuters) - Mentre Gooogle conclude i primi dieci anni del suo piano di organizzare in 300 anni tutte le informazioni del mondo, le sue ambizioni sono compatibili col suo celebre motto: "don't be evil" (non essere cattivo)?

E' la domanda che si è posto Randall Stross, autore di "Planet Google: One Company's Audacious Plan to Organize Everything We Know" (Free Press, 26 dollari).

L'abilità di Google gli ha consentito di superare Yahoo come motore di ricerca preferito. La sua genialità è stato capire come fare davvero soldi da questo successo, con inserzioni mirate pertinenti alla ricerca effettuata dall'utente.

"L'atto di inserire una parola da cercare fornisce una precisa informazione di quel che un utente al momento pensa, permettendo una sofisticata intuizione degli interessi di quell'utente riguardo a prodotti da pubblicizzare", ha scritto Stross, editorialista di tecnologia e professore di economia alla San Jose State University.

Le inserzioni mirate hanno contribuito alla metamorfosi di Google da bella startup alla sua storica valutazione stratosferica nel Novembre 2007, a 225 miliardi di dollari, sorpassando nomi consolidati come IBM e Cisco Systems.

Altro successo di Google è Gmail, che consente agli utenti uno spazio senza precedenti per archiviare e-mail in cambio di uno spazio per inserzioni pubblicitarie scelte in base ai contenuti delle loro caselle di posta.

E con il suo concetto di "cloud computing" ha anche sfidato società di software come Microsoft Corp, orrendo un semplice word processor, fogli di calcolo elettronici e programmi browser, in cambio del fatto di poter ospitare tutti i documenti ed i dati degli utenti.

Per ottenere questo successo, Google ha compiuto alcuni passi falsi, secondo Stross.

Come Microsoft è stata a guardare mentre Google conquistava il redditizio business della ricerca, Google ha permesso a Facebook di decollare nel campo del social networking, osserva Stross.   Continua...

 
<p>Un logo di Google nella sede di Mountain View, California . REUTERS/Robert Galbraith</p>