Patto mondiale anti-pirateria, Usa rassicura attivisti digitali

martedì 23 settembre 2008 10:29
 

WASHINGTON (Reuters) - L'accordo internazionale per sconfiggere il traffico mondiale di merci false e pirata -- ancora in fase di discussione -- non introdurrà l'obbligo per le autorità doganali di analizzare pc portatili e lettori mp3 in cerca di file scaricati illegalmente.

A rassicurare in questo senso è Stanford McCoy, dell'Office of U.S. Trade Representative for Intellectual Property and Innovation.

Gli attivisti per i diritti digitali, che hanno intentato una causa per obbligare l'amministrazione Bush a rivelare più dettagli dei negoziati, continuano però a dirsi preoccupati.

Al centro dei colloqui in corso tra Usa, Giappone, Unione Europea e altri dieci paesi c'è la definizione del comportamento da assumere per "la violazione su larga scala della proprietà intellettuale, che spesso coinvolge il crimine e costituisce una minaccia alla salute e alla sicurezza", ha spiegato McCoy nel corso di un incontro aperto per parlare dell'Anti-Counterfeiting Trade Agreement.

"Garantire alle autorità di frontiera quel genere di autorità non comporta assolutamente l'obbligo di perquisizione dei lettori musicali o dei pc dei viaggiatori", ha precisato McCoy.

Il terzo round di colloqui si svolgerà il mese prossimo a Tokyo. L'obiettivo è concludere entro la fine dell'anno, ma McCoy ha detto chi si occupa dei negoziati dovrà lavorare parecchio per farcela.

La causa è stata intentata dai gruppi per i diritti digitali Public Knowledge e Electronic Frontier Foundation, che vogliono costringere l'Office of U.S. Trade Representative a spiegare nel dettaglio le misure che saranno contenute nell'accordo.

"Ovviamente, qual che ci preoccupa di più è che stanno facendo tutto in segreto. Non sappiamo cosa stanno facendo", denuncia Art Brodsky, portavoce di Public Knowledge.

 
<p>Un ragazzo usa il portatile. REUTERS/Tim Wimborne (CHINA)</p>