September 23, 2008 / 4:26 AM / 9 years ago

3G in India, una strada in salita per gli operatori stranieri

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di Devidutta Tripathy

NUOVA DELHI (Reuters) - Gli operatori di tlc stranieri potrebbero entrare nel mercato della telefonia mobile indiano in rapida espansione partecipando a un'asta globale che assegnerà le licenze 3G, ma le basse tariffe telefoniche e la presenza consolidata di operatori locali potrebbero allontanare le prospettive di utili nel breve periodo.

Operatori stranieri con esperienza nel 3G come AT&T, Etisalat, NTT Docomo potranno presentare le loro offerte e mettere un piede nel mercato a più rapida crescita del mondo. Ma gli operatori 2G indiani, come Bharti Airtel, Reliance Communications, Vodafone Essar e Idea Cellular non sono disposti a cedere terreno facilmente.

"Ci sarà una lotta durissima", ha detto Madhusudan Gupta, analista di Singapore presso la società di ricerca Gartner, che stima una crescita degli utenti di telefonia mobile indiani a 737 milioni entro il 2012 dai quasi 300 milioni attuali, con un 20% di questi che usa il 3G.

"C'è una lunga fila di stranieri. Le potenzialità in India sono enormi".

Le Sfide

Cinque licenze 3G saranno disponibili per gran parte delle 22 zone indiane raggiunte dal servizio, sebbene, visto lo spettro di frequenze limitato, ce ne saranno solo tre in grandi città come Nuova Delhi o Mumbai.

I servizi 3G di prossima generazione consentono agli utenti un accesso Internet più veloce, giochi e contenuti multimediali come mappe e musica sui propri cellulari, mentre i servizi 2G soffrono di una capacità di trasferimento dati più lenta.

La base degli utenti indiani di telefonia mobile è cresciuta di 25 volte tra il 2002 e il 2007, ma l'assegnazione di una licenza non porterebbe guadagni rapidi e immediati a un nuovo operatore, viste le basse tariffe di chiamata nel Paese, pari a meno di un centesimo di dollaro al minuto.

Gli operatori locali peraltro vogliono adottare lo stesso modello di tariffe al 3G.

"In India le tariffe devono essere dove sono le tariffe indiane", ha detto Sunil Mittal, presidente dell'operatore mobile Bharti. "L'idea in India è di fornre servizi di telecomunicazioni alle tariffe più abbordabili".

Ai problemi delle tariffe e della concorrenza locale, si aggiungono gli elevati costi di licenze e reti.

L'India ah fissato un prezzo base di 20,20 miliardi di rupie (435 milioni di dollari) per una licenza nazionale. Le offerte dovrebbero essere più alte, specialmente per centri strategici come Mumbai e Nuova Delhi. Il governo indiano punta a raccogliere fino a 9 miliardi di dollari.

Nel resto del mondo, il 3G ha finora portato risultati inferiori alle rosee previsioni che spesso hanno accompagnato le fasi di assegnazione delle licenze. Il colosso di Hong Kong Hutchison Whampoa ha dovuto lottare sin dal lancio dei servizi 3G in Gran Bretagna nel 2003, e Vodafone ha finito con il vendere la sua unità 3G giapponese a Softbank nel 2006.

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