Telecom, Bernabè chiede new deal per nuove reti

giovedì 18 settembre 2008 14:08
 

ROMA (Reuters) - L'amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè, ha chiesto oggi un "new deal" tra governi, operatori e regolatori sulle reti tlc di nuova generazione che richiedono investimenti mai sostenuti in precedenza e dal ritorno incerto.

"Sappiamo tutti che gli investimenti richiesti per le reti di accesso di prossima generazione (Ngan) sono enormi e senza precedenti per l'industria privata, inoltre le decisioni di investimento saranno prese in un ambiente in rapida evoluzione tecnologica, grande incertezza sulla domanda e il valore dei nuovi servizi per gli utenti e di conseguenza incertezza sul ritorno atteso degli investimenti", ha detto Bernabè in inglese intervenendo alla Luiss alla 19esima conference "International telecommunications society".

"Questa situazione richiede nuove soluzioni, un new deal tra operatori, governi e regolatori per fornire adeguati incentivi agli investimenti e stimoli alla concorrenza", ha proseguito.

"Telecom è favorevole a un approccio snello di regolamentazione alle reti di nuova generazione basato su tre fondamenti: la garanzia di adeguati ritorni sugli investimenti, la promozione di una deregolamentazione basata sui mercati geografici, il favorire la condivisione delle infrastrutture".

Telecom, quinto maggior gruppo telefonico europeo per capitalizzazione di mercato, ha 37 miliardi di euro di debito a lungo termine e opera in larga parte in mercati maturi dove è possibile un calo dei profitti. Da prima dell'estate diverse fonti accreditano l'ipotesi di uno scorporo della rete fissa da conferire in una newco che potrebbe essere quotata e ceduta in parte ad investitori istituzionali.

IN ITALIA CONVERGENZA VEDUTE

Riferendosi alle audizioni parlamentari tenute martedì dal presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà e da quello dell'Autorità di garanzia sulle comunicazioni, Bernabè ha aggiunto che "in Italia c'è da parte del governo, degli operatori e dei regolatori convergenza di vedute sulla necessità di accelerare lo sviluppo delle nuove reti con regole giuste e snelle e adeguati incentivi agli investimenti".

Due giorni fa Calabrò e Catricalà erano intervenuti nella stessa direzione sottolineando la necessità di una nuova rete ma anche delle difficoltà per gli attuali operatori a sostenerne gli investimenti per realizzarla.

"Evidentemente la realizzazione di una infrastruttura in fibra ottica distinta dalla rete Telecom viene ritenuta oggi dagli imprenditori non adeguatamente remunerativa, in relazione agli imponenti investimenti finanziari occorrenti, dell'ordine di 8-15 miliardi di euro. Il che comprensibilmente raffrena l'ex monopolista detentore della rete attuale, il quale non ha un cash flow sufficiente a destinare agli investimenti nella nuova rete le somme necessarie", aveva detto Calabrò.   Continua...

 
<p>L'AD di Telecom Italia Franco Bernabe. REUTERS/Jamil Bittar</p>