Torri Wind-3, quattro in short, Mediobanca punta a quota - fonti

venerdì 30 novembre 2007 13:20
 

MILANO (Reuters) - Sono quattro i soggetti ammessi alla short-list per l'acquisizione della maggioranza di Eiffel Tower, la newco a cui Wind e 3 Italia hanno conferito 18.000 torri di trasmissione.

E' quanto riferiscono cinque fonti finanziarie vicine alla materia, precisando che la definizione della lista è avvenuta nella tarda serata di ieri.

In corsa c'è la cordata formata da Digital Multimedia Technologies, dal Fondo Italiano per le Infrastrutture (F2i), dal gruppo australiano Babcock & Brown, dai fondi Rreef di Deutsche Bank e da UniCredit, il raggruppamento che comprende Atlantia, il gruppo di private equity Clessidra e Sirti, nonché la spagnola Abertis e la francese Tdf (controllata da Tpg), che, al momento, corrono da sole.

Fuori dalla short-list sono rimasti gli operatori americani Crown Castle International e American Tower Corporation e il fondo australiano specializzato in infrastrutture Macquarie.

In precedenza, il dossier era passato anche sui tavoli del gruppo di private equity Carlyle e della società di investimenti Fortress, che hanno preferito passare la mano.

Le due società telefoniche e gli advisor Morgan Stanley e Banca Intesa, spiegano le fonti, avrebbero preferito definire una short-list di due-tre soggetti e, di conseguenza, non si esclude che nelle prossime settimane si assisterà ad aggregazioni, magari con il rientro in partita dei soggetti che per ora sono esclusi dalla gara.

A proposito di ridefinizione delle cordate, per due fonti riferiscono Mediobanca è interessata a entrare nel raggruppamento guidato da Dmt e F2i, eventualmente acquisendo una quota di "BidCo", veicolo in cui "NetCo" (51% Dmt e 49% F2i) è al 60%, insieme a Babcock e Rreef (15% a testa) e UniCredit (10%).

Al momento non è stato possibile avere un commento da Piazzetta Cuccia, che oggi ricopre solo il ruolo di advisor di Babcock & Brown, così come Lehman affianca F2i.

Wind e 3 Italia puntano a raccogliere fra 1,5 e 2 miliardi di euro dalla cessione della maggioranza di Eiffel, ma l'incasso dipenderà, oltre che dall'andamento dell'asta, dalla quota della newco che verrà ceduta, vista fra il 50,1% e il 70%.

L'asta dovrebbe chiudersi nei primi mesi del prossimo anno.