Tv, Vito: governo riformulerà emendamento "salva Rete 4"

martedì 27 maggio 2008 13:15
 

ROMA (Reuters) - Il governo intende riformulare l'emendamento sulle frequenze televisive presentato al decreto sulle infrazioni comunitarie e ribattezzato dall'opposizione "salva Rete 4".

Lo ha detto, intervenendo in aula alla Camera, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito.

La misura, oltre a rispondere ad alcune obiezioni sollevate da Bruxelles sulle leggi italiane che disciplinano la tv digitale, consente nella formulazione attuale la prosecuzione nell'esercizio degli impianti di trasmissione "a tutti i soggetti che ne hanno titolo" fino alla completa transizione dal sistema analogico al sistema digitale, prevista nel 2012.

Secondo l'opposizione questa norma sana la posizione di Rete 4 nella vertenza pendente al Consiglio di Stato e che è stata avviata da Centro Europa 7.

L'emittente di Francesco Di Stefano ottenne nel 1999 la concessione televisiva in analogico senza mai riuscire a trasmettere, perché le relative frequenze sono occupate dalla terza rete Mediaset, gruppo controllato dalla famiglia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

In caso di verdetto favorevole, il Consiglio di Stato deve stabilire se dare a Europa 7 le frequenze che chiede o riconoscere solo un risarcimento economico.

Secondo quanto riferito da Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico, le modifiche dovrebbero accogliere alcune richieste formulate dal parlamentare del Pd Michele Meta.

Le proposte di Meta intervengono nella parte dell'emendamento che corregge alcune norme sulla tv digitale censurate da Bruxelles.

L'emendamento, infatti, stabilisce che l'attività di operatore di rete, chi gestisce le frequenze, sia soggetta non più a licenza individuale ma a autorizzazione generale, come chiesto dalla Commissione europea. In più, il testo consente il trasferimento delle frequenze tra tutti i soggetti "titolari di autorizzazione generale" e non solo tra operatori analogici esistenti, come prevede la legge Gasparri, che per questo è finita nel mirino della Commissione europea.   Continua...

 
<p>Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. REUTERS/ Dario Pignatelli (Italia)</p>