Mediaset, caduta governo scongiura riforma Tv, titolo festeggia

venerdì 25 gennaio 2008 11:19
 

MILANO (Reuters) - Mediaset festeggia in borsa la caduta del governo, che pare allontanare a tempo indeterminato la spada di Damocle della riforma Gentiloni.

All'indomani della sfiducia del Senato al governo Prodi, alle 10,45 il titolo del gruppo tv è sotto i massimi e guadagna il 3% a 6,08 euro con volumi sopra la media. I media in Europa salgono dello 0,77%, l'indice S&P/Mib è in rialzo dello 0,96%.

"Mediaset reagisce alla caduta di Prodi, che mette ufficialmente la parola fine al ddl Gentiloni, anche se da tempo in pochi credevano ad una sua approvazione", commenta da Londra un analista che preferisce non essere citato.

Al momento della presentazione del disegno di legge nel 2006, l'analista aveva stimato un impatto negativo sul titolo tra 0,5 e 1 euro per azione. "Il mercato lo aveva di fatto incorporato", continua.

Per Mediaset, il principale problema della riforma pensata dal ministro Paolo Gentiloni "era la minaccia di un nuovo concorrente nella Tv free to air (analogica e gratuita)", commenta l'analista. In realtà, "la vera sfida" per il broadcaster è la concorrenza di Sky nella pay Tv.

"Qui non c'è legge che tenga", dichiara. "Diciamo però che senza la Gentiloni viene eliminato un rischio aggiuntivo".

Il ddl Gentiloni, presentato dal ministro per dare "più concorrenza e pluralismo al sistema radiotelevisivo italiano", si propone di correggere la riforma Tv proposta dalla Legge Gasparri e varata dal governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, azionista di riferimento di Mediaset, poi finita nel mirino della Ue.

Tra i punti salienti della Gentiloni: il posticipo del passaggio al digitale per tutta la Tv analogica al 2012, il trasloco anticipato sul digitale terrestre di una rete Mediaset e una rete Rai e la fissazione del tetto del 45% della raccolta pubblicitaria per definire una posizione dominante, il cui superamento prevede la riduzione dell'affollamento pubblicitario.

Altro punto importante, l'inserimento delle telepromozioni nel conteggio dei limiti di affollamento, come da richieste Ue. Il ddl riduce infine la torta su cui calcolare i limiti antitrust, il cosiddetto Sistema integrato delle comunicazioni (Sic) della legge Gasparri poi chiamato "settore della comunicazione" da Gentiloni.

Mediaset ha sempre criticato il disegno di legge Gentiloni, lamentando soprattutto il rischio di una decurtazione del fatturato. Meno di due settimane fa Silvio Berlusconi era arrivato a definirlo un progetto "criminale".

 
<p>Uno stand di televisori. REUTERS/Eric Gaillard</p>