Tiscali, 5 maggio prima deadline offerte non vincolanti

mercoledì 16 aprile 2008 11:32
 

MILANO (Reuters) - Il processo di vendita di Tiscali entra nel vivo. Due fonti vicine al dossier confermano che il 5 di maggio scadrà il primo termine indicativo per la presentazione delle offerte non vincolanti ma, secondo una delle due fonti, la situazione resta molto fluida perchè l'Isp non ha fretta di vendere.

"Il 5 maggio è una prima deadline per generiche manifestazioni di interesse ma il processo è ancora fluido perchè la società non ha urgenza di vendere", dice unaa fonte, confermando la data apparsa sui giornali.

Il titolo, partito in grande spolvero in reazione alle indiscrezioni stampa, ha allungato ancora fino ad essere sospeso per eccesso di rialzo sul prezzo di controllo. Intorno alle 11,15 viaggia in rialzo del 10,5% a 2,32 euro dopo aver segnato un nuovo massimo a 2,3475 euro.

Tiscali ha annunciato a fine marzo la nomina di Banca Imi e JP Morgan "per avviare un processo di massimizzazione del valore strategico del gruppo". Secondo gli analisti, anche se Tiscali intende vendere il gruppo nella sua interezza, i pretendenti sono interessati a asset diversi e potrebbero allearsi per un'offerta congiunta finalizzata alla separazione delle attività italiane da quelle britanniche.

L'Isp non ha voluto commentare le indiscrezioni stampa odierne che citano quali possibili pretendenti: Sky (gruppo BskyB), affiancata da Morgan Stanley, Fastweb con Mediobanca, Telecom Italia, Carphone Warehouse, Vodafone, BT, Virgin Media.

Proprio ieri Carphone ha detto che starebbe guardando alle attività britanniche di Tiscali ma che una vera e propria non è necessariamente allo studio. Secondo gli analisti anche altri player anglosassoni, di cui sono circolati i nomi, avrebbero nel mirino solo Tiscali Uk, quarto operatore del Regno Unito con una quota di mercato del 15%, e non l'intero gruppo.

Ma un'acquisizione da parte della leader della banda larga britannica BT potrebbe sollevare obiezioni da parte dell'antitrust. Per la stessa ragione Telecom Italia non potrebbe comprare gli asset italiani. L'AD Franco Bernabé ha inoltre dichiarato che in questa fase qualsiasi acquisizione dovrebbe essere fatta carta contro carta.

Fastweb punterebbe certamente invece solo alla controllata italiana.

Sky Italia non è stata per il momento raggiungibile, mentre anche Fastweb e Telecom Italia non hanno voluto rilasciare commenti.

 
<p>Cellulari esposti al 3GSM World Congress di Barcelona nel 2006. REUTERS/Albert Gea</p>