14 febbraio 2008 / 07:38 / 10 anni fa

Telecom crea divisione rete, soddisfazione Authority

<p>Un uomo al telefono davanti a un negozio telecom Italia.Dario Pignatelli (ITALY)</p>

MILANO (Reuters) - In linea con gli orientamenti dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni (Agc), l'ex monopolista Telecom Italia ha deciso di costituire una divisione autonoma per la rete fissa che assicuri parità di trattamento ai vari operatori del settore.

La società guidata da Franco Bernabè ha infatti riorganizzato le attività di gestione delle infrastrutture tecnologiche e di rete e costituito la nuova direzione di Technology & Operations affidata alla guida di Stefano Pileri.

La nuova direzione è articolata in quattro strutture: Network, Information Technology, Technical Infrastructures e Open Access. Quest'ultima, chiamata a gestire "in modo ancora più indipendente e trasparente la rete d'accesso del gruppo", sarà completamente autonoma e separata dalle funzioni commerciali.

La struttura, ha detto Telecom in una nota, avrà il compito di assicurare ai clienti interni e agli altri operatori "un servizio sempre più efficiente e in linea con le aspettative del mercato e con le indicazioni più volte espresse" dall'Agcom.

L'Authority di Corrado Calabrò ha subito commentato positivamente l'iniziativa di Telecom che intende discutere "a breve" con i manager della società e spera di poter esaminare già a partire da marzo le questioni relative agli aspetti regolatori.

Tra questi la funzione di controllo indipendente sulla parità di trattamento fra Telecom ed i concorrenti che, così come chiesto dall'Autorità, dovrà essere demandata ad un board indipendente.

Secondo le indicazioni fornite da Bernabè in una conferenza stampa tenuta nel pomeriggio, i colloqui con l'Agcom sul destino della rete fissa di Telecom si concluderanno entro fine anno.

TELECOM ITALIA INTENDE GUIDARE PROCESSO SU RETE FISSA

La struttura Network di Telecom avrà il compito di garantire l'innovazione tecnologica del gruppo, la pianificazione tecnica e architetturale delle reti tlc e le attività di sviluppo, realizzazione e manutenzione della piattaforma di backbone e relative piattaforme regionali.

Nasce poi la figura del 'chief information officer' che guiderà, nell'ambito della direzione Technology & Operations, la divisione Information Technology.

La struttura Technical Infrastructures, infine, si prefigge lo scopo di assicurare il presidio integrato delle infrastrutture tecniche, immobiliari e impiantistiche, del gruppo oltre all'erogazione dei relativi servizi tecnici di facility management.

La riorganizzazione ha l'obbiettivo "di aumentare l'efficienza, sviluppare l'innovazione, ridurre i costi e dare maggiore trasparenza alla rete d'accesso".

"Vogliamo guidare il processo, investire nella rete che sarà a disposizione della collettività", ha detto Bernabè ai giornalisti. "Riteniamo che sia meglio che gli investimenti li facciamo noi che i nostri concorrenti".

In merito alle indiscrezioni che hanno parlato di separazione della rete Bernabè ha commentato: "Si sono scritte tante cose negli ultimi mesi, voglio dire una parola chiara. Si è parlato molto degli effetti finanziari... Noi guardiamo ai fatti industriali, la nostra prima preoccupazuione è di carattere industriale".

Bernabè non ha voluto quantificare i risparmi di costi legati alla nuova divisione, ma ha detto che ritiene saranno "apprezzabili".

Le speculazioni in attesa della conferenza stampa, oltre a un rimbalzo fisiologico, hanno portato oggi Telecom Italia a chiudere in rialzo dell'1,41% a 1,936 euro.

La capitalizzazione complessiva risale a 35,2 miliardi di euro circa, valore comunque inferiore all'indebitamento netto del gruppo pari a 37,4 miliardi al 30 settembre scorso.

Il titolo oggi ha decisamente sovraperformato lo stoxx europeo del settore che ha perso l'1,44%.

Il valore di chiusura odierno rappresenta uno sconto del 31,3% rispetto al prezzo medio di 2,82 euro per azione pagato dalla holding Telco, partecipata da Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Generali, Telefonica e Sintonia (famiglia Benetton), per l'acquisto di Olimpia da Pirelli.

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