10 marzo 2008 / 08:03 / 9 anni fa

Intel affronterà settimana prossima accuse antitrust Ue

<p>Uno stand di Intel al Consumer Electronics Show di Las Vegas, negli Stati Uniti.Steve Marcus (UNITED STATES)</p>

di David Lawsky

BRUXELLES (Reuters) - Il produttore di chip Intel affronterà la settimana prossima nel corso di un'audizione a porte chiuse di due giorni le accuse della Commissione Ue di abuso di posizione dominante e di aver praticato sconti illegali allo scopo di mettere fuori dal mercato la concorrente Amd.

Quattro quinti delle Cpu (unità centrali di processamento) che controllano un miliardo di pc e server al mondo sono prodotte da Intel, il resto dalla connazionale Advanced Micro Devices Inc.

Intel e altre parti coinvolte nella procedura racconteranno la propria versione dei fatti martedì 11 e mercoledì 12 marzo nel corso di un'audizione con una funzionaria dell'antitrust, che non prenderà decisioni ma riferirà alla commissaria europea alla Concorrenza Neelie Kroes.

La Commissione afferma che Intel ha cercato illegalmente di convincere i produttori di pc ad abbandonare Amd in favore dei propri chip usando l'arma degli sconti.

Il caso Intel è spesso paragonato a quello contro Microsoft, multata a febbraio per 899 milioni di euro dalla Commissione per non aver rispettato le sanzioni già imposte dall'antitrust.

Ma un avvocato specializzato in diritto della concorrenza, che lavora a Londra, dice che i due casi sono molto diversi. La vicenda Microsoft riguarda infatti la concentrazione di prodotti e il rifiuto di consegnare informazioni necessarie ai prodotti dei concorrenti per essere interoperabili con quelli del gigante del software.

CASO TRADIZIONALE

"Questo invece è un caso molto più tradizionale di quello di Microsoft. Intel rientra più negli schemi tradizionali del tipo di abusi che la Commissione punisce", dice Ted Henneberry dello studio Heller Ehrman.

L'avvocato spiega che secondo le informazioni disponibili pubblicamente, la vicenda di Intel riguarda in particolare l'abuso di riduzioni praticate da un attore dominante sul mercato.

"Si possono praticare riduzioni che in effetti renderebbero quasi proibitivo economicamente fare affari con un concorrente. La Commissione crede che alcuni degli sconti e delle riduzioni nel suo mirino abbiamo quell'effetto".

A metà del 2007 la Commissione ha accusato pubblicamente Intel di tre tipo di violazioni.

Prima di tutto, ha affermato che il produttore di chip accordava ai produttori di pc riduzioni a condizione che fossero d'accordo ad acquistare dalla società la maggior parte delle Cpu utilizzate nelle loro macchine.

Secondo, per Bruxelles Intel avrebbe pagato " per indurre (i fabbricanti di pc) a rinviare o annullare il lancio" di prodotti che usavano Cpu prodotte da Amd.

Terzo, la Commissione ha detto che Intel forniva chip di Cpu a clientti strategici come governi e istituzioni educative sotto costo.

Intel ha ripetutamente affermato di non aver fatto nulla di male.

Recentemente il Beuc, l'organizzazione paneuropea dei consumatori, è stata riconosciuta come parte civile per rappresentare gli interessi dei consumatori in 41 gruppi diffusi in 29 paesi.

"Pensiamo che il risultato di questo caso sia molto importante dalla prospettiva del consumatore", dice Monique Goyens, direttore generale del BEUC. La presenza di una azienda troppo dominante può produrre meno scelta e prezzi maggiori, dice.

Alcune organizzazioni che aderiscono al Beuc potrebbero ricorrere alla giustizia civile per ottenere risarcimenti per i clienti se la Commissione decidesse che Intel ha violato la normativa, dice ancora Goyens.

La Commissione europea ha concentrato l'attenzione su Intel il mese scorso, e ha mandato i propri funzionari a ispezionare gli uffici di Monaco di Baviera della società, ma anche diversi rivenditori come Media Markt unit Media Markt, che vende pc con chip Intel ma non Amd.

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