Tribunale Olanda, ok a pubblicità dati per piratare chip Npx

venerdì 18 luglio 2008 16:58
 

di Niclas Mika

AMSTERDAM (Reuters) - Un tribunale olandese, invcocando l'argomento della libertà di espressione, ha autorizzato un'università dei Paesi Bassi a pubblicare i dettagli di un sistema per piratare un chip prodotto dalla Npx e utilizzato in milioni di pass elettronici per accedere a edifici e a reti di trasporto pubblico, come quella di Londra.

Il produttore di semiconduttori olandese ha affermato che la pubblicazione dei dati da parte della Università Radboud di Nijmegen - prevista per il prossimo ottobre - renderebbe facile per i criminali irrompere nei sistemi di sicurezza e realizzare frodi ai danni del trasporto pubblico.

Npx, società fondata dalla Philips, teme un danno sostanziale e rischi alla sicurezza dei propri clienti in mezzo mondo, ha spiegato il tribunale di Arnhem. Ma i giudici hanno stabilito che l'università ha lo stesso il diritto di pubblicare i dati in base alla libertà di espressione e che la pubblicazione di una ricerca scientifica sulle "falle" del chip dovrebbe contribuire ad assumere contromisure adeguate.

"Il danno per la Npx non è il risultato della pubblicazione dell'articolo, bensì la produzione e la vendita di un chip che sembra avere imperfezioni".

A marzo l'Università aveva informato prima di tutto il governo olandese e la Npx di aver sviluppato un sistema per "craccare" il chip "Mifare Classic" grazie a componenti a basso costo ampiamente disponibili in commercio, ma gli accademici hanno ritardato la pubblicazione della ricerca.

Christophe Duverne, senior vice president di NXP, ha detto che ci vorranno mesi o anni perché alcuni utenti del chip adattino i propri sistemi, e che la pubblicazione era talmente diversa dalle falle di software per le quali i produttori possono mettere in circolazione molto più rapidamente un "patch".

"Quel che stiamo facendo è difendere i clienti", ha detto Duverne.

"Non temiamo che pubblichino gli effetti di quel che hanno scoperto per informare la società, penso che vada assolutamente bene, ma rendere note cose in dettaglio, tra cui un algoritmo... non porta benefici alla società, produrrà invece un danno".

Un portavoce dell'università ha detto di non voler discutere delle conseguenze per gli utenti del chip.

 
<p>Insegna Philips al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, nel gennaio 2008. REUTERS/Las Vegas Sun/Steve Marcus (Usa)</p>