Esperti Usa scoprono prima traccia audio registrata nel 1860

venerdì 28 marzo 2008 10:24
 

di Will Dunham

WASHINGTON (Reuters) - Uno storico del suono statunitense ha scoperto e ascoltato la più antica traccia audio di cui si abbia conoscenza, realizzata da un inventore francese nel 1860 registrando una canzone popolare.

"E' una magia", ha detto ieri lo storico del suono David Giovannoni. "E' come ascoltare un fantasma che suona per te", ha aggiunto sottolineando che il reperto risale a 17 anni prima dell'invenzione da parte di Thomas Edison del fonografo.

La registrazione dura solo 10 secondi ed è di una persona che canta la canzone "Au clair de la lune, Pierrot repondit", secondo quanto dichiarato da First Sounds, un gruppo di storici del suono dedicati alla conservazione delle prime tracce audio prodotte dal genere umano.

Giovannoni ha spiegato che la più antica registrazione del mondo risale al 9 aprile 1860, ed è stata effettuata dall'inventore parigino Edouard-Leon Scott de Martinville grazie ad un apparecchio che tracciava tracce audio su un pezzo di carta annerita dal fumo di una lampada ad olio.

Giovannoni è venuto a conoscenza dell'esistenza della traccia ai primi di marzo ed è subito partito alla volta dell'archivio parigino dove era conservata.

Gli esperti di First Sounds hanno poi trasformato la traccia su carta in suono.

"La scoperta è importante per tanti motivi", ha detto Giovannoni in una intervista telefonica. "Ciò non toglie nulla a Thomas Edison, a cui solitamente si accredita la prima registrazione di un suono".

"In realtà Edison è stato la prima persona non ad aver registrato, ma a riprodurre un suono. Ai suoi tempi, c'erano già parecchie persone che lavoravano su invenzioni simili a quella di Scott, fra cui Alexander Graham Bell, per tentare di rappresentare graficamente il suono, prima che Edison creasse un apparecchio in grado anche di riprodurlo", ha detto Giovannoni.

 
<p>Un esperto riordina gli spartiti dell'opera francese Les Miserables sullo sfondo di una scena della rivoluzione della fine del '700 in una foto d'archivio. REUTERS/Toby Melville</p>