Indonesia, attacco hacker a sito ministero contro legge su porno

venerdì 28 marzo 2008 10:08
 

JAKARTA (Reuters) - Alcuni hacker sono entrati nel sito Internet del ministero dell'Informazione indonesiano in risposta a un atto del governo volto a contrastare l'accesso al meteriale pornografico sul web. Lo ha riferito oggi un funzionario governativo.

Il parlamento indonesiano ha approvato martedì scorso una legge secondo cui la trasmissione di materiale pornografico via Internet costituisce reato.

Il paese asiatico, a maggioranza musulmana, ha affrontato negli ultimi anni di un acceso dibattito riguardo la pornografia.

Alcuni hacker sono entrati nel sito web del ministero dell'Informazione (www.depkominfo.go.id) lasciando questo messaggio: "Provate che la legge non è stata fatta per mascherare la stupidità del governo", messaggio accompagnato da un'immagine a torso nudo di un esperto di Information Technology locale che ha contribuito alla formulazione della legge.

La pagina manomessa dagli hacker è stata ripresa sul sito di informazione Detik.com e sul forum di un portale web.

Il messaggio è stato rimosso e il sito Internet funziona ora correttamente, ha detto Gatot Broto, funzionario del ministero.

Il ministero ha detto che la legge è stata approvata per far fronte all'impatto negativo che la pornografia e le immagini violente sul web possono avere sulla società, visto anche il crescente numero di persone che oggi possono accedere a Internet.

La legge prevede una multa di 1 miliardo di rupie (109.000 dollari Usa) o la detenzione fino a sei anni per chi viene colto a trasmettere materiale pornografico, false notizie o messaggi di odio razziale o religioso.

Il parlamento è alle prese con un'altra controversa legge sulla pornografia, finalizzata a proteggere i più giovani da materiale pornografico e atti osceni, ma bersaglio di numerose critiche.

La legge prevede il carcere per chi viene colto a baciarsi in pubblico e criminalizza molte forme di arte e cultura tradizionale che fanno perno sulla sensualità, suscitando le polemiche di chi la considera una limitazione della libertà e una normativa che va contro la tradizione di tolleranza dell'Indonesia.

 
<p>Sito we indonesuiano RadiqRadio.com in una foto d'archivio. REUTERS BM/RCS</p>