Cina, governo difende nuove norme su video e audio web

mercoledì 6 febbraio 2008 09:58
 

PECHINO (Reuters) - La nuova normativa cinese sui contenuti video e audio disponibili sul web vieta la diffusione di materiale violento, pornografico e contraffatto e punta invece a promuovere un "sano" sviluppo di Internet, secondo una dichiarazione del governo Pechino.

Le nuove regole, approvate a fine 2007, impongono che i siti che offrono servizi a banda larga o in streaming siano gestiti da organismi statali o autorizzati dallo stato, dice il ministero dell'Informazione.

I siti che non avranno "macchie" potranno poi chiedere di ottenere una nuova licenza operativa indipendente.

"Internet si sta sviluppando molto rapidamente in Cina, e si contano già oltre 200 milioni di utenti. E' la comune aspirazione di ognuno avere un sano ambiente Internet", ha detto il ministero in un comunicato pubblicato nella tarda serata di ieri sul proprio sito web (www.mii.gov.cn).

"Le norme incoraggiano i fornitori di servizi video e audio su Internet a trasmettere programmi positivi nell'interesse del pubblico".

Le autorità cinesi hanno annunciato che solo società statali o controllate dallo stato possono presentare domanda di licenza per le trasmissioni online in broadcasting o streaming di video, ma la mancanza di chiarezza sulle effettive definizioni e l'incertezza sulla rigidità nell'applicazione della normativa hanno provocato confusione nel settore.

YouTube di Google viene spesso bloccato durante eventi di alto profilo politico in Cina, e anche l'enciclopedia online Wikipedia e il sito di foto sharing Flickr di Yahoo vengono bloccati di quando in quando.

Il nuovo comuinicato non pare però chiarire meglio la situazione.

"Le norme chiariscono che l'investimento statale deve essere alla guida dello sviluppo di programmi video e audio su Internet, con un beneficio allo sviluppo della cultura della Rete con caratteristiche cinesi", dice la dichiarazione.

"(Le società) che hanno operato nel rispetto della legge e non hanno commesso alcun illecito prima della approvazione delle norme, possono registrarsi nuovamente e continuare a operare", aggiunge il comunicato.

Molti tra i più famosi siti web di video, tra cui Tudou.com, 56.com e UUSee.com, sono sostenuti da giganti del venture capital stranieri come Sequoia Capital, Steamboat Ventures e IDG.

 
<p>Ragazzi in un Internet caf&eacute; a Suining, in Cina. REUTERS/Stringer</p>