Cina nega spionaggio elettronico contro società britanniche

giovedì 6 dicembre 2007 09:51
 

LONDRA (Reuters) - Le autorità cinesi hanno definito "prive di fondamento" le accuse secondo cui starebbero conducendo azioni di spionaggio contro aziende britanniche, dopo che un quotidiano aveva scritto che i servizi segreti di Londra hanno messo in allarme il mondo della City.

Sabato scorso il giornale Times ha dato la notizia che il capo dell'MI5, una delle agenzie di intelligence britanniche, aveva scritto una lettera confindenziale a 300 tra amministratori delegati e responsabili della sicurezza di banche, società legali e studi contabili, avvertendoli del rischio di attacchi elettronici da parte di "organizzazioni statali cinesi".

"Certi reportage sui tentativi di alcune istituzioni cinesi e agenzie governative di impegnarsi nello spionaggio attraverso attività di hacking sono totalmente infondati", ha detto ieri il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi, in visita in Gran Bretagna.

"Il governo cinese si oppone fermamente agli attacchi di hacker contro siti web. E' proibito per legge", ha detto il ministro durante una conferenza stampa, al termine di colloqui col suo omologo britannico David Miliband.

I siti web di numerose agenzie del governo cinese sono stati attaccati da hacker, ha detto Yang.

La Cina ha già respinto quest'anno simili accuse da parte di governi occidentali, secondo cui avrebbe aver condotto cyber-attacchi contro reti informatiche governative statunitensi e tedesche, e una fonte della sicurezza britannica ha detto che ci sono frequenti tentativi dalla Cina di penetrare nei sistemi del governo londinese.

Miliband non ha voluto commentare quanto scritto dal Times. Anche l'Home Office britannico, il ministero dell'Interno, ha declinato ogni commento.

 
<p>Un internet caf&egrave; cinese. REUTERS/ Nir Elias (CHINA). REUTERS/ Nir Elias (CHINA)</p>