Videogioco aiuta pazienti oncologici a seguire terapie

mercoledì 6 agosto 2008 12:43
 

di Anne Harding

NEW YORK (Reuters) - Giocare ad un videogame appositamente pensato per pazienti oncologici può aiutare gli adolescenti colpiti dalla malattia ad imparare a seguire le terapie prescritte. Questa in sintesi la conclusione di un rapporto pubblicato sulla rivista specializzata Pediatrics.

"Specifici videogiochi possono aiutare a migliorare le vite di giovani pazienti affetti da cancro, soprattutto migliorando il loro rispetto per le terapie prescritte", ha detto a Reuters la dottoressa Pamela M. Kato, principale autrice dello studio che lavora presso il Centro medico dell'università di Utrecht in Olanda.

Kato e i suoi colleghi sottolineano nel loro studio che il rispetto della terapia è uno dei problemi principali per i pazienti appartenenti alla fascia di età fra i 10 e 30 anni.

Mentre negli ultimi anni è aumentata notevolmente la percentuale di pazienti pediatrici ammalati di cancro che sopravvivono alla malattia, non si può dire altrettanto delle aspettative di vita fra gli adolescenti e i giovani adulti colpiti da tumore.

"Sono un gruppo più duro che si perde un poco nel sistema", ha detto Kato.

Per scoprire se giocare ad un videogioco studiato appositamente possa aiutare i malati oncologici adolescenti, i ricercatori hanno scelto in modo casuale 375 pazienti di entrambi i sessi e di età compresa fra i 13 e i 29 anni chiedendogli di giocare con "Re-Mission", gioco specializzato sulla cura del cancro, e "Indiana Jones e l'imperatore delle tombe", che è invece un normale videogioco.

In "Re-Mission" (www2.re-mission.net), che è stato ideato da una società no-profit californiana chiamata HopeLab, i giocatori controllano un piccolo robot che si muove in un ambiente a tre dimensioni che riproduce l'interno di un organismo di un giovane paziente affetto da cancro.

I giocatori devono utilizzare il robot per uccidere le cellule maligne e controllare gli effetti collaterali. Per vincere la partita, inoltre, bisogna prendere medicine e antibiotici, usare tecniche di rilassamento, mangiare cibo sano e fare tutta una serie di attività per prendersi cura di sé.   Continua...

 
<p>REUTERS/Yuriko Nakao</p>