Cyberfurti: sul web calano prezzi dati rubati, dice rapporto

martedì 15 luglio 2008 10:52
 

di Mark Trevelyan

LONDRA (Reuters) - I prezzi praticati dai "cybercriminali" che vendono dati sottratti alle banche o dettagli di carte di credito hanno registrato un forte calo, mentre l'offerta di informazioni si è moltiplicata, costringendo i malavitosi del web a rivolgersi ad altri settori per ottenere margini di profitto più consistenti.

Lo segnala un nuovo rapporto elaborato da Finjan, un'azienda specializzata nella sicurezza web.

I ricercatori di Finjan dicono infatti che gli alti volumi di dati scambiati hanno trasformato in "commodity" le informazioni su conti bancari e carte di credito, al punto che un codice pin, che una volta valeva 100 dollari o anche di più, si può acquistare ora per 10-20 dollari.

Nella relazione dell'ultimo trimestre sulle tendenze della Rete, la società - che ha sede in California - ha detto che il cybercrimine si è evoluto in una "rilevante economia ombra governata dalle regole del business e da una logica che mima da vicino il mondo degli affari legittimi".

Il responsabile della tecnologia di FinjanYuval Ben-Itzhak - che vive e lavora in Israele - ha spiegato in un'intervista telefonica che nuovi tipi di dati rubati ora comportano un valore supplementare, come è il caso di informazioni sulla salute di un paziente che possono essere utilizzate per frodi assicurative o per acquistare e vendere illecitamente medicinali.

Altri dati "premium" comprendono le informazioni sul business, file societari personali ed email commerciali intercettate.

STRUTTURA MAFIOSA

Il rapporto Finjan, che in parte è basato sui contatti stabiliti dall'azienda con cinque gruppi che commerciano online in dati rubati, descrive una gerarchia del cybercrimine sul tipo della mafia, in cui i capi operano come imprenditori e lasciano di norma che ad occuparsi degli attacchi online siano i sottoposti.   Continua...

 
<p>Un uomo al pc. REUTERS/Sherwin Crasto</p>