In Cina c'è HiPhone: guerra prezzi su cellulari low cost e falsi

lunedì 23 giugno 2008 12:28
 

di Zhou Xin

PECHINO (Reuters) - Steve Jobs potrebbe non essere affatto turbato dagli iPhone contraffatti, ma alcuni marchi cinesi legittimi come Ningbo Bird sono invece preoccupati per i falsi che si aggirano nel mondo spietato dei produttori di dispositivi portatili a basso costo.

La Cina è il mercato più grande al mondo per i cellulari, ma le marche nazionali come Ningbo Bird e Amoi stanno faticando per la spietata concorrenza sui prezzi con altri produttori locali, compresi alcuni che si specializzano in falsi, e hanno ceduto la loro posizione dominante sul mercato a marchi stranieri.

"Un utente di cellulari Nokia non sarebbe mio cliente, ma quelli che comprano dispositivi Ningbo Bird sono molto entusiasti di provare i miei prodotti", afferma Fu Jiangang, proprietario di un sito che vende cellulari piratati e non registrati.

Fu ora sta pensando di aggiornare il suo Hiphone, un'imitazione dell'originale iPhone di Apple che non costa che una frazione del prezzo dell'originale.

Utilizzando quattro piccoli impianti di assemblaggio di proprietà di un socio che si trova nella città meridionale di Shenzhen, Fu vende centinaia di cellulari al mese e ha come target contadini, lavoratori migranti e altri utenti a basso reddito per ampliare la rete di vendita.

"Non puoi aspettarti che un contadino che guadagna 10.000 yuan all'anno ne spenda 5.000 per un nuovo telefonino", spiega Fu. "Il contadino desidera tuttavia un telefono che appaia sofisticato, possa scattare fotografie e su cui si possa ascoltare musica".

I suoi prodotti competono contro Ningbo Bird e un gruppo di produttori del mercato domestico come Konka e Lenovo, nella terza fascia più bassa del mercato.

Ningbo Bird ha riportato perdite per 34 milioni di yuan (4,94 milioni) nel primo quadrimestre, dando la colpa alla serrata competizione nel mercato locale, che fino a pochi anni fa dominaca.   Continua...

 
<p>Un modello di lusso del vero iPhone di Apple. REUTERS/Fred Prouser</p>