Facebook resta invischiato nella questione palestinese

lunedì 17 marzo 2008 17:40
 

GERUSALEMME (Reuters) - Alcuni abitanti degli insediamenti ebraici in Cisgiordania hanno espresso a Facebook il proprio disappunto per esser stati catalogati come residenti in "Palestina", chiedendo al popolare sito di social networking di poter reinserirsi tra gli abitanti dello stato di Israele.

Maale Adumim, Ariel e altri grandi insediamenti ebraici nei territori occupati della Cisgiordania, sono stati registrati dal sito californiano come centri della "Palestina", suscitando le proteste degli occupanti che accusano Facebook di avere un fine politico.

"Sono un cittadino di Israele, come tutti gli abitanti di Ariel. Nessuno di noi vive in 'Palestina'", ha scritto Ari Zimmermann in un post su Facebook. In un altro intervento sullo stesso sito, Channah Lerman scrive: "State attenti! Dovete reinserire anche Samara e Giudea, o la gente sarà ancora più contrariata. La Palestina non è una nazione".

La risposta dall'addetto alle relazioni esterne del sito incriminato, Brandee Barker, è arrivata subito: gli utenti residenti negli insediamenti , ha detto Barker a Reuters in una e-mail, possono ora decidere se classificarsi tra gli abitanti di Israele o della Palestina.

"Anche gli abitanti di Hebron possono decidere se appartenere a Israele o Palestina", ha detto Barker, riferendosi all'insediamento in Cisgiordania dove vivono 150.000 palestinesi e 400 israeliani.

Israele vorrebbe mantenere gli insediamenti di Maale Adumim e altri grandi blocchi indipendentemente dai futuri esiti degli accordi di pace con i palestinesi.

GRUPPI RIVALI

Le proteste arrivano a questo punto anche da parte dei palestinesi, che minacciano di cancellarsi dal sito. "Se la Palestina verrà cancellata da Facebook, chiuderò il mio account", scrive uno dei 4.700 membri del gruppo palestinese.

"Abbiamo creato questo gruppo per far sentire la nostra voce a tutti, e per dire al mondo che la Palestina è e sarà sempre una nazione", ha detto a Reuters Saif Qadoumi ,il ventenne fondatore del gruppo. Un'altra utente, lancia on-line il motto "Non è Israele, è Palestina", rovesciando lo slogan lanciato qualche giorno prima dagli israeliani dei territori occupati su Facebook.

Israele ha occupato la Cisgiordania nel 1967, anno in cui la parte araba di Gerusalemme venne dichiarata israeliana senza ottenerne però il riconoscimento internazionale. Facebook, da parte sua, identifica Gerusalemme come appartenente allo stato di Israele, mentre i Palestinesi vorrebbero che la parte est della città diventasse la capitale un loro futuro stato.

 
<p>Un attivista israeliano sventola la bandiera di Israele sulla cima di una collina vicino a Maale Adumim, insediamento ebraico in Cisgiordania. REUTERS/Gil Cohen Magen (WEST BANK)</p>