Usa, Camera si oppone all'immunità per compagnie telefoniche

venerdì 14 marzo 2008 20:03
 

WASHINGTON (Reuters) - La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti a guida democratica si è opposta al volere del presidente George W. Bush approvando un decreto anti-terrorismo che permette di procedere legalmente contro le compagnie telefoniche.

Ma i 213 voti a 197 non sono tuttavia bastati per raggiungere i due terzi della maggioranza necessari per far cadere il veto annunciato da Bush, che aveva chiesto l'immunità retroattiva per tutte le compagnie telefoniche partecipanti al programma di spionaggio anti-terrorismo del governo inizato segretamente dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

Il dibattito sulla protezione delle compagnie telefoniche è stato la ragione chiave per cui Camera e Senato non sono riusciti a elaborare una legge che sostituisse quella che dava pieni poteri alle autorità statunitensi nella caccia ai sospettati terroristi, non più in vigore dallo scorso mese.

I Repubblicani hanno accusato i Democratici di compromettere la sicurezza nazionale, mentre i Democratici hanno accusato Bush e i suoi di promuovere una politica del terrore in vista delle elezioni.

"E' ora di fermare le tattiche dell'amministrazione Bush e riabilitare la legge", ha detto il deputato democratico dello stato di New York Jerold Nadler.

Ma il deputato repubblicano Lamar Smith, del Texas, ha avvertito che senza immunità le compagnie telefoniche potrebbero non contribuire più al programma anti-terrorismo del governo statunitense.

"Il 98% della tecnologia di telecomunicazione americana è in mano a compagnie private", ha detto Smith. "Non possiamo condurre i controlli internazionali senza di loro".

Esistono attualmente circa 40 cause pendenti che accusano AT&T, Verizon Communications e Sprint Nextel di violare i diritti di privacy degli americani attraverso intercettazioni telefoniche e controllo della posta elettronica. I danni ammonterebbero a miliardi di dollari.