F8, Facebook: da sito privato a fenomeno su tutto il web

giovedì 24 luglio 2008 13:23
 

SAN FRANCISCO (Reuters) - Il leader del movimento che nel corso di quest'anno ha incoraggiato il mondo intero a condividere bit della propria vita privata con amici selezionati su Internet, ha parlato ieri di un ampliamento del servizio a tutto il web, scusandosi però per gli eccessi del passato.

Mark Zuckerberg, 24 anni, ha spiegato a un pubblico di 1.000 persone -- tra cui industriali, produttori di software e media, oltre che i suoi genitori -- che hanno assistito alla conferenza annuale di Facebook, come alcuni elementi del suo network funzioneranno anche su altri siti esterni affiliati.

"Facebook Connect" trasformerà il social network da sito privato, dove tutto avviene all'interno di un "recinto", a fenomeno che copre tutto il web da cui i produttori di software, con previo permesso degli iscritti, possono attingere i dati degli utenti per utilizzarli sui propri siti.

"Facebook Connect è la nostra versione di Facebook per il resto del web", ha detto Zuckerberg durante la seconda conferenza annuale F8.

Facebook, nata nel 2004 come sito di socializzazione per gli studenti dell'Università di Harvard, ha visto i suoi membri moltiplicarsi nel corso dell'ultimo anno, passando da 24 milioni a 90 milioni e strappando a MySpace il primato di social network più grande al mondo.

Dalla sua apertura nel maggio 2007, Facebook impegna 400.000 sviluppatori alla costruzione di programmi per il sito.

Ora Facebook permette ai suoi designer di creare software per siti affiliati, telefoni cellulari o servizi come Microsoft Outlook e sistemi di posta elettronica, e nei prossimi mesi, ha detto Zuckerberg, anche per iPhone di Apple.

"Man mano che passerà il tempo, sempre meno di questo movimento riguarderà Facebook e la piattaforma che abbiamo creato, e sempre più sarà costituito dalle applicazioni costruite da altre persone", ha detto Zuckerberg.

La popolarità di Facebook ha giocato a favore delle oltre 24.000 applicazioni create da produttori di software indipendenti che lavorano al sito. Ma la crescita esponenziale di utenze nell'anno appena trascorso ha determinato frequenti abusi alla privacy degli iscritti da parte degli sviluppatori.

"Sono il primo ad ammettere che abbiamo fatto degli sbagli", ha detto Zuckerberg, aggiungendo che Facebook sta implementando un severo processo di verifica per assicurare la riservatezza dei dati personali dei suoi iscritti anche al di fuori del sito.

 
<p>Mark Zuckerberg, fondatore e AD di Facebook, durante la seconda conferenza annuale F8 a San Francisco, California, il 23 luglio 2008. REUTERS/Kimberly White (Usa)</p>